Il Calendario Romano - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

Il Sapere Storico
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Iulius - Quintilis (Luglio)

Il Sapere Storico. De Historia commentarii
Apollo e la Musa Urania, opera di Charles Meynier.

Prima di assumere il nome di "Iulius" in onore di Giulio Cesare per ordine di Marco Antonio, questo mese era detto "Quintilis" perché era il quinto dell'antico calendario che iniziava con marzo. Nel mondo romano, Luglio era dedicato alla polarità maschile personificata dal Dio Apollo. Dio del Sole, delle arti e della musica, della saggezza e della profezia, della poesia e delle arti mediche, Apollo è un Dio lontano, oltre il mondo, che esiste in eterno indipendentemente dall'evoluzione e dalle trasformazioni di ciò che è terreno. Questa potente energia divina nella sua trascendenza è presente però nel mondo attraverso aspetti meravigliosi quali appunto le arti, la poesia, la medicina, la musica... Apollo è il signore degli Iperborei, il mitico popolo che i Greci ponevano nell'estremo nord del mondo conosciuto. Un popolo che simboleggia quella saggezza immutabile in grado di riflettersi sul mondo, creando appunto cose mirabili. Dal 5 al 13 Luglio si svolgevano i "Ludi Apollinares" nei quali, ogni giorno, si evocava un aspetto di Apollo. Il 7 si rendeva onore a Iuno Caprotina in una festa tutta al femminile nella quale le donne si riunivano nel Campo Marzio dinanzi a un albero di fico. Si ricollegava alla leggenda di Tutela, una donna romana che si introdusse nel campo nemico, salendo di notte su un fico selvatico per dare il segnale di attacco. Il 15, il 16 e il 17 di Luglio erano invece dedicati ai Castori, i due fratelli divini (Castore e Polluce) che intervennero nella Battaglia del Lago Regillo al fianco dei Romani. Infine, gli ultimi dieci giorni del mese, ritroviamo delle ritualità in onore delle forze della Natura. Dai "Lucaria", feste dedicate ai boschi sacri, ai "Neptunalia" per propiziare la presenza dell'acqua nella stagione secca, concludendo con i "Furrinalia" dove si festeggiava l'antichissima Furrina, Dea delle sorgenti e dell'acqua dolce.

I Furrinalia

Il 25 Luglio ricadeva la festa dei Furrinalia in onore di Furrina, una divinità romana arcaica, dalle origini misteriose e probabilmente legata alle acque sotterranee e ai pozzi o secondo altre fonti alle sorgenti e all'acqua dolce. Gli ultimi giorni del mese di Luglio erano dedicati a festività tutte legate tra loro. I Lucaria, i Neptunalia e appunto i Furrinalia, festeggiando i boschi e le acque, dovevano in linea di massima, propiziare la presenza di acqua nella stagione secca. Sulle pendici del Gianicolo a Roma, vi era il "Locus Furrinae", un bosco e una fonte sacri alla Dea. Al suo culto era inoltre preposto un sacerdote minore, il "flamine furrinae". Nel bosco sacro di Furrinae trovò la morte il tribuno della plebe Gaio Gracco che si fece uccidere dal suo schiavo in seguito alla repressione ordinata dal Senato ai suoi danni. Durante l'epoca imperiale il culto di Furrina subì uno stravolgimento. La figura del Dio Nettuno assunse più importanza divenendo patrono di tutte le acque, sia di superficie che sotterranee. Inoltre, Furrina iniziò a essere associata alle Furie, forse unicamente per l'assonanza del nome. Fonti epigrafiche la rendono poi una ninfa o addirittura nominano al plurale delle presunte "Nynphae Forrinae". Nel suo bosco sacro cominciarono ad affluire nuovi culti di provenienza orientale che finirono per inglobare l'antico culto di questa Dea arcaica. Cicerone attestò però in una lettera al fratello che nella sua terra natale, ad Arpino, sorgeva ancora un antico santuario dedicato a Furrina, forse l'ultima testimonianza di un culto che andava progressivamente scomparendo.



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