<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="https://www.ilsaperestorico.it/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[Il Calendario Romano]]></title>
		<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/</link>
		<description><![CDATA[Tutti i mesi del Calendario Romano con le divinità di riferimento, le festività e i significati simbolici e religiosi che ogni mese aveva nell'Antica Roma.]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Tue, 26 Jan 2021 04:21:00 +0100</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Evo</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[Ianuarius (Gennaio)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Gennaio.jpg"  title="Ianuarius (Gennaio)" alt="Ianuarius (Gennaio)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Ispirato dalla ninfa <span class="fs12lh1-5"><b>Egeria</b></span>, Numa Pompilio portò i mesi lunari da dieci a dodici anteponendo Gennaio e Febbraio a Marzo. Gennaio deve il suo nome a <span class="fs12lh1-5"><b>Giano</b></span>, una delle divinità più antiche del pantheon romano. È un Dio arcaico di origine italica, considerato iniziatore del mondo e creatore della Civiltà. La leggenda narra che fu il primo re del "Latium", un sovrano primordiale che donò al suo popolo pace e prosperità. Giano accolse <span class="fs12lh1-5"><b>Saturno</b></span>, spodestato dal figlio Giove, dividendo il potere con lui e ricevendo in cambio la facoltà di vedere sia il passato che il futuro. Le due divinità insegnarono ai popoli italici, la coltivazione della terra e la vita in comunità. E quando vennero i nemici, Giano protesse le sue genti facendo sgorgare dal terreno una sorgente di acqua bollente. Pertanto <span class="fs12lh1-5"><b>Giano è il Dio degli Inizi</b></span>, delle sorgenti e delle porte, tre aspetti apparentemente diversi ma legati da una simbologia comune. La sorgente rappresenta il passaggio dell'acqua dal mondo sotterraneo e nascosto alla superficie. La porta è il punto di unione che consente il passaggio da un spazio all'altro. Ogni nuovo Inizio è un momento sacro di passaggio tra ciò che appena finito e ciò che sta per iniziare. Questa unione indissolubile è confermata proprio dall'amicizia tra Saturno e Giano. Il ciclo dell'anno si chiude con Dicembre, il mese di Saturno, per riprendere con Gennaio, il mese di Giano. Il momento del passaggio diviene fondamentale nell'ottica di uno straordinario moto eterno e perpetuo dove la memoria del passato costituisce ogni volta la base del futuro. La <span class="fs12lh1-5"><b>forza cosmica</b></span> che permette l'emersione dell'acqua dal mondo invisibile a quello visibile e che consente il passaggio da una situazione all'altra, unisce due spazi e di conseguenza unisce due tempi. Per questo motivo Giano è raffigurato bicefalo: un volto guarda al passato, l'altro al futuro e il momento di passaggio è rappresentano dal Dio stesso. Nel Foro Romano, venne innalzato ai tempi di Numa Pompilio, un tempio dedicato a Giano. Aveva un arco a due ingressi e la statua della divinità era posta al centro del passaggio. Il tempio veniva chiuso in tempo di pace e aperto in tempo di guerra in modo tale che Giano potesse attraversarne le porte per portare soccorso ai Romani in caso di bisogno...</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>Giuturna, la ninfa delle Fonti...</b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Giuturna</b></span> è una ninfa delle fonti appartenente alla mitologia romana. Virgilio nell'Eneide la considera figlia di Dauno e sorella di Turno, re dei Rutuli. Giuturna è stata amata da Giove; dal padre degli Dèi ha ricevuto l'immortalità e il dominio sui corsi d'acqua. Ella spinse il suo popolo a rompere la tregua con i troiani, arringando l'esercito dopo aver assunto l'aspetto del defunto Camerte, valoroso signore di Amyclae. Tentò in tutti i modi di salvare il fratello dall'esito avverso del duello con Enea. Disperata, fu costretta a farsi da parte, rispettando il volere di Giove. Il culto di Giuturna si attestò in origine nell'antica Lavinium per poi giungere a Roma in età monarchica. Nell'Urbe divenne la divinizzazione di una sorgente collocata nel Foro, vicino la casa delle Vestali: il "<span class="fs12lh1-5"><b>Lacus Iuturnae</b></span>" era ritenuto miracoloso. Nel 241 a.C. le venne dedicato un tempio nel Campo Marzio in seguito alla vittoria di Lutazio Catulo contro i Cartaginesi nella Battaglia delle Isole Egadi. Il nome "Giuturna" potrebbe derivare da "Turno" o da "iuvare" (aiutare). Sembra che in origine fosse "Diuturna", che significa "durevole", probabilmente in riferimento all'eternità dello scorrere dell'acqua di sorgente. Nel corso dei secoli Giuturna perse i connotati della dea per assumere quelli della ninfa. La ritroviamo <span class="fs12lh1-5"><b>sposa di Giano</b></span>, (legato simbolicamente alle fonti), e madre di Fons, Dio maschile delle fonti. Le feste "<span class="fs12lh1-5"><b>Iuturnalia</b></span>" ricadevano l'<span class="fs12lh1-5"><b>11 Gennaio</b></span>. In quel giorno era propizio visitare una sorgente per gettarvi un fiore. Si scongiurava in tal modo la siccità, (dal latino siccus, col significato di secco, arido), legata all'assenza di pioggia ma anche al cattivo esito di imprese e affari che si intraprendevano nel corso dell'anno.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 03:21:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Gennaio_thumb.jpg" length="144677" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?ianuarius-gennaio-giano-giuturna</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/00000000C</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Februarius (Febbraio)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Febbraio.jpg"  title="Februarius (Febbraio)" alt="Februarius (Febbraio)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div data-offset-key="779d5-0-0"><span data-text="true">Febbraio, in base all'antico <span class="fs12lh1-5"><b>Calendario romano</b></span>, è <span class="fs12lh1-5"><b>il mese della &nbsp;purificazione e del ricordo dei defunti</b></span>. Il nome di questo mese deriva dal latino "februare" ovvero "purificare", dedotto da <span class="fs12lh1-5"><b>Februus</b></span>. Questi era un'antica divinità etrusca, dio della morte e appunto della purificazione. Nella mitologia romana fu traslato in <span class="fs12lh1-5"><b>Febris</b></span> (o <span class="fs12lh1-5"><b>Februa</b></span>), dea minore della febbre, associata alla guarigione o anche epiteto di Giunone ("<span class="fs12lh1-5"><b>Iuno Februata</b></span>"). Febris non aveva una propria leggenda divina, ma era una figura della quale si cercava la protezione per guarire da diversi malanni e per non incappare nelle terribili febbri che erano comuni a causa delle zone malsane e paludose del "Latium Vetus". Seguendo Varrone, probabilmente gli stessi Sabini adoravano questa antica divinità. Le caratteristiche della Febris romana si presentano pertanto come una commistione tra l'elemento etrusco e quello sabino. In seguito alla riforma del Calendario promossa da Numa Pompilio nel 713 a.C., "<span class="fs12lh1-5"><b>Februarius</b></span>" era il secondo mese dell'anno civile (secondo Macrobio e Plutarco). Considerando i suddetti autori, la "purificazione" doveva avvenire nel mese precedente l'inizio dell'anno sacro stabilito a marzo ("Martius"), in base al calendario religioso che seguiva quello romuleo a dieci mesi. Ovidio nei Fasti sostiene un diverso ordine dei mesi con "Februarius" posto come ultimo mese dopo "December" e prima di "Ianuarius". La "purificazione", in questo caso, potrebbe essere intesa come un modo di rimediare agli errori e alle mancanze dell'anno appena trascorso. "Februarius" conteneva festività complesse. Nella giornata del 13, ricorrevano i "<span class="fs12lh1-5"><b>Parentalia</b></span>" una festività a carattere privato in onore dei defunti di famiglia che durava nove giorni. La ritualità terminava con un banchetto in memoria dei cari venuti a mancare. Il giorno 15 culminavano i "<span class="fs12lh1-5"><b>Lupercalia</b></span>" (iniziati anch'essi il 13), festività in cui si celebrava <span class="fs12lh1-5"><b>Fauno</b></span>. "Lupercus", identificato in origine come il lupo sacro a Marte, venne in seguito considerato un epiteto di Fauno ("<span class="fs12lh1-5"><b>Faunus Lupercus</b></span>", protettore del bestiame dai lupi) per essere infine assimilato a <span class="fs12lh1-5"><b>Silvano</b></span> (il romano Pan). I "Lupercalia" si svolgevano dinanzi alla grotta "Lupercale", ai piedi del Palatino e includevano sacrifici di capretti a cura di giovani sacerdoti semi-nudi. La leggenda narrava che Romolo e Remo furono allattati dalla lupa proprio in quella caverna. I "<span class="fs12lh1-5"><b>Quirinalia</b></span>", in onore del dio <span class="fs12lh1-5"><b>Quirino</b></span> (identificato con Romolo), ricadevano nel giorno 17 mentre il 21 avveniva una commemorazione comune di tutti i defunti: i "<span class="fs12lh1-5"><b>Feralia</b></span>" chiudevano infatti i "Parentalia". I romani portavano doni ai morti, (nel termine "Feralia" ritroviamo la radice del verbo "fero" - "portare"), recando offerte floreali e libagioni alle tombe degli antenati. Avevano luogo anche importanti cerimonie pubbliche con offerte e sacrifici ai "<span class="fs12lh1-5"><b>Dii Mani</b></span>" in nome dell'intera comunità. Curiosa e misteriosa le festa del "<span class="fs12lh1-5"><b>Regifugium</b></span>" che avveniva il 24 febbraio nei "comitia calata". Un sacerdote, chiamato "<span class="fs12lh1-5"><b>Rex sacrificulus</b></span>", si dava alla fuga dopo aver celebrato un sacrificio nel Foro. Ovidio ritiene che la cerimonia commemorasse la cacciata da Roma di Tarquinio il Superbo. Più probabilmente il "Regifugium" era legato alla "sparizione" del Sole durante il solstizio invernale. Il mese si chiudeva con i "<span class="fs12lh1-5"><b>Februalia</b></span>" che includevano riti di purificazione in onore della dea Febris.</span></div><div data-offset-key="779d5-0-0"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div data-offset-key="779d5-0-0"><b class="fs12lh1-5">I Feralia</b></div></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter">Nella religione dell'Antica Roma, ogni anno, il <span class="fs12lh1-5"><b>21 Febbraio</b></span>, avevano luogo i <span class="fs12lh1-5"><b>Feralia</b></span>, una festività dedicata ai morti. Il 21 Febbraio corrispondeva all'ultimo giorno dei <span class="fs12lh1-5"><b>Parentalia</b></span>, una festività a carattere privato in onore dei defunti di famiglia che durava nove giorni (dal 13 al 21 di Febbraio). Nei Parentalia, il culto dei morti rimaneva circoscritto all'interno dei riti domestici. Al contrario<span class="fs12lh1-5"> </span>nei Feralia, i romani erano chiamati a portare doni ai morti, recando offerte alle tombe dei propri antenati. Nel termine "Feralia", ritroviamo infatti la radice del verbo "fero" che in latino significa appunto "portare". In questo giorno avvenivano anche cerimonie pubbliche con offerte e sacrifici ai "<span class="fs12lh1-5"><b>Dii Mani</b></span>" a nome dell'intera comunità. I Feralia erano una festività antichissima che le fonti romane fanno risalire ad Enea con l'usanza di donare ai cari defunti, ghirlande di fiori, spighe di grano e pane imbevuto nel vino. I templi rimanevano chiusi, i magistrati non potevano indossare la toga pretesta e sussisteva il divieto di celebrazione dei matrimoni. Il culto e il rispetto dei morti era molto sentito dai Romani con tradizioni come il dono dei fiori che si sono tramandate fino ai giorni nostri.</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><b>Bibliografia:</b></span></div><div class="imTALeft">- <span class="imTACenter fs12lh1-5">"La religione romana arcaica", Georges Dumézil, Bur (2017).</span></div><div class="imTALeft"><span class="imTACenter fs12lh1-5">- "Almanacco Pagano. Festività e miti dell'Antica Roma", Pandemia, MacroEdizioni (2004),</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 22:34:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Febbraio_thumb.jpg" length="104943" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?februarius-febbraio-febris</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/00000000B</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Martius (Marzo)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTACenter"><div style="text-align: start;"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Marzo.jpg"  title="Martius (Marzo)" alt="Martius (Marzo)"/><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter">"<span class="fs12lh1-5"><b>Martius</b></span>" era il primo mese dell'anno nel Calendario Romuleo. Nel Calendario civile di Numa Pompilio era il terzo dopo "Februarius" secondo Macrobio e Plutarco o il secondo dopo "Ianuarius" per Ovidio. In ogni caso "Martius" segnava <span class="fs12lh1-5"><b>l'inizio dell'anno sacro e degli uffici religiosi</b></span>. Era un mese importante e ricco di festività, simbolo del risveglio della Natura e dell'inizio delle attività. "Martius" deriva dal nome stesso del Dio Marte, padre di tutti i romani. colui che giacendo con la vestale <span class="fs12lh1-5"><b>Rea Silvia</b></span> diede vita a <span class="fs12lh1-5"><b>Romolo e Remo</b></span>. <span class="fs12lh1-5"><b>Marte</b></span> non è solo ed unicamente il Dio della guerra, caratteristica che gli fu attribuita in seguito all'assimilazione con il greco Ares. Dobbiamo risalire alle origini del culto che legavano Marte anche al contesto agreste, come una divinità protettrice dei campi e fecondatrice delle messi. Questo aspetto sembra essere confermato da una preghiera contenuta nel "De agri cultura" di Marco Porcio Catone, nella quale Marte, con l'epiteto di "Silvanus", è invocato a protezione dei raccolti. Da notare anche la probabile corrispondenza del dio romano con due antichissime divinità italiche: da un lato <span class="fs12lh1-5"><b>Maris</b></span>, dio etrusco connesso alla morte, alla resurrezione e al ciclo riproduttivo e vitale della Natura, dall'altro il latino <span class="fs12lh1-5"><b>Mavors</b></span>, figlio della Grande Madre Juana, strettamente legato alla vegetazione e alla Natura e solo in seguito alla guerra e all'arte militare. Marte è il protettore delle attività agricole e simboleggia pertanto le peculiarità stesse dei Romani, popolo di agricoltori e di guerrieri. Il primo Marzo, a Roma, <span class="fs12lh1-5"><b>veniva spento il Fuoco Sacro di Vesta</b></span>, utilizzando l'acqua della fonte di Giuturna. Il Fuoco poi era di nuovo acceso e dunque rinnovato con legni sacri. Sarebbe stato mantenuto vivo per tutto l'anno a venire a garanzia dell'identità stessa di Roma. Alle Calende di Marzo ricadevano anche le <span class="fs12lh1-5"><b>Matronalia</b></span> in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Giunone Lucina</b></span> (protettrice delle nascite). Le matrone si recavano al tempio della Dea sull'Esquilino recando fiori e incenso e pregando per la solidità del matrimonio. Il 9, i <span class="fs12lh1-5"><b>Salii Palatini</b></span> sfilavano portando in processione i dodici scudi sacri ("ancilia") e le dodici lance di Marte ("hastae Martiae"); rappresentavano rispettivamente l'autorità giuridica e quella militare. I sacerdoti intonavano canti in latino arcaico, i <span class="fs12lh1-5"><b>Carmina Saliaria</b></span>. Lo spirito guerriero di Roma era così risvegliato e sull'Urbe era invocata la protezione degli Dèi. <span class="fs12lh1-5"><b>Anna Perenna</b></span>, Dea che presiedeva al perpetuo rinnovarsi dell'anno, era festeggiata il giorno 15. Ovidio ci racconta che quando Marte si invaghì di Minerva chiese aiuto ad Anna Perenna. Ma questa rifilò uno scherzo al Dio della guerra, fingendosi proprio Minerva. Per tale motivo, la sua festa che si teneva in un bosco sacro, era un'occasione per il popolo di dare sfogo alla propria allegria. Infine ricordo che il 23 Marzo era segnato dalla cerimonia del "<span class="fs12lh1-5"><b>Tubilustrium</b></span>" nella quale si inaugurava la stagione delle campagne militari. Le trombe da guerra ("tubae") venivano fatte oggetto di un lavaggio sacro ("lustrium").</div><div class="imTACenter"><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div class="imTACenter"><b class="fs12lh1-5">Il Tubilustrium</b></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5">Il </span><span class="fs12lh1-5"><b>23 marzo</b></span> era un giorno particolare per il calendario religioso antico-romano. Il 19 i Salii compivano la <span class="fs12lh1-5"><b>Lustrazione delle Armi</b></span> mentre nei collegi delle Arti si celebrava la Dea <span class="fs12lh1-5"><b>Minerva</b></span>. Questa festività molto importante sia per <span class="fs12lh1-5"><b>Marte</b></span> che, soprattutto, per Minerva era chiamata con il nome di <span class="fs12lh1-5"><b>Quinquatra</b></span> perché si celebrava appunto il quinto giorno seguente le Idi di Marzo (Varrone) o perché durava in effetti cinque giorni chiudendosi appunto il 23 (Ovidio). L'epilogo del periodo Minervale era caratterizzato dalla cerimonia del "<span class="fs12lh1-5"><b>Tubilustrium</b></span>" nella quale si inaugurava la stagione dedicata alle campagne militari. Le trombe da guerra ("tubae") venivano fatte oggetto di un lavaggio sacro ("lustrium"). <span class="fs12lh1-5"><b>Tra il 22 e il 23 marzo</b></span> sarebbe morto <span class="fs12lh1-5"><b>Attis</b></span>, paredro di Cibele, colui che guida il carro della Dea. Sono tante le leggende che girano intorno ad Attis e al suo rapporto con Cibele. Ricordiamo che ad Attis era dedicato un ciclo di festività dal 15 al 28 marzo dove si celebravano la morte e la resurrezione del dio anche con riti molto cruenti come il "Sanguem" in Gallia. Attis infatti, secondo la tradizione, sarebbe risorto dalla tomba tre giorni dopo essere morto. Corsi e ricorsi religiosi...</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><b>Bibliografia:</b></span></div><div class="imTALeft">- "La religione romana arcaica", Georges Dumézil, Bur (2017).</div><div class="imTALeft">- "Almanacco Pagano. Festività e miti dell'Antica Roma", Pandemia, MacroEdizioni (2004),</div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 22:29:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Marzo_thumb.jpg" length="85724" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?martius-marzo-marte</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/00000000A</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Aprilis (Aprile)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Aprile.jpg"  title="Aprilis (Aprile)" alt="Aprilis (Aprile)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Nel calendario antico-romano, Aprile è un mese <span class="fs12lh1-5"><b>tutto al femminile</b></span> in cui la vitalità della Natura sboccia lussureggiante. È dedicato principalmente a <span class="fs12lh1-5"><b>Venere</b></span>, Dea della bellezza e dell'amore, ma anche a <span class="fs12lh1-5"><b>Cerere,</b></span> Dea della terra e della fertilità, a <span class="fs12lh1-5"><b>Tellus</b></span>, protettrice della fecondità, a <span class="fs12lh1-5"><b>Pale</b></span>, protettrice degli allevatori e del bestiame, a <span class="fs12lh1-5"><b>Robigo</b></span>, Dea della ruggine del grano e a <span class="fs12lh1-5"><b>Flora</b></span>, Dea della fioritura. Queste Dee sono tutte forme ed espressioni minori della <span class="fs12lh1-5"><b>Grande Madre Dea Cibele</b></span> alla quale venivano tributate feste solenni, che comprendevano i Ludi Megalenses, dal 4 al 10 del mese. Il primo giorno di Aprile, (<span class="fs12lh1-5"><b>Veneralia</b></span>), le matrone eseguivano riti segreti in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Venere Verticordia</b></span> per acquisire le arti dell'amore ma anche per difendersi dalle passioni nate fuori dal matrimonio. Il 12 segnava l'inizio dei <span class="fs12lh1-5"><b>Cerealia</b></span>: otto giorni dedicati a Cerere per invocare l'abbondanza della terra. Il 15, giorno dei <span class="fs12lh1-5"><b>Fordicidia</b></span> (da "fordus" - pregno), i Pontefici offrivano a Tellus delle vacche pregne per chiedere prosperità. Il 21, "<span class="fs12lh1-5"><b>Dies Natalis Romae</b></span>", ricadevano anche i <span class="fs12lh1-5"><b>Palilia</b></span>, in onore di Pale, in cui le greggi venivano purificate attraverso precisi rituali. Roma stessa è una Dea oltre che una città e andava onorata come tale. I <span class="fs12lh1-5"><b>Robigalia</b></span> ricadevano il 25: si tenevano in un bosco sacro e i riti intendevano scacciare sia le malattie del grano che le ruggini dell'uomo, tra cui l'invidia e la gelosia. Aprile si chiudeva con le <span class="fs12lh1-5"><b>feste Floralie</b></span> nelle quali venivano compiuti riti pubblici nel segno della gaia licenziosità. Si organizzavano spettacoli teatrali e divertimenti di ogni sorta.</div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>I Robigalia</b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter">I <span class="fs12lh1-5"><b>Robigalia</b></span> erano una festivistà antico-romana che si svolgeva il <span class="fs12lh1-5"><b>25 aprile</b></span> di ogni anno. Era dedicata a <span class="fs12lh1-5"><b>Robigus</b></span>, Dio della Ruggine del Grano e/o a <span class="fs12lh1-5"><b>Robiga</b></span>, sua consorte. Sussistono diverse incertezze riguardo questo culto. Gli autori più antichi indicavano questa divinità come maschile. In età imperiale, a partire da Ovidio, la percepirono come femminile. La Dea Robigo rientrò così tra tutte quelle divinità femminili festeggiate in aprile e assimilate nel culto della <span class="fs12lh1-5"><b>Grande Madre Cibele</b></span>. Tale cambiamento di sesso potrebbe essere avvenuto anche per far corrispondere il genere della divinità con quello del nome "robigo-robiginis" ("ruggine") che in latino è femminile. Diversi studiosi ritengono invece che non esistessero affatto le divinità della ruggine, in quanto i romani non onoravano con feste Dèi malvagi. In aprile le spighe del grano cominciano a formarsi; i romani pertanto organizzavano una solenne processione. Una lunga colonna di persone vestite di bianco, guidate dal "flamine quirinale" si dirigeva al bosco sacro di Robigus, locato al quinto miglio della via Clodia. Qui il sacerdote sacrificava una cagna e una pecora di due anni, chiedendo alla divinità di assicurare dei buoni raccolti e di non far ammalare il grano. La festa si concludeva con delle corse e altri giochi ginnici in onore della divinità. Ovidio ci spiega il significato di questo rituale. Nello specifico il sacrificio di un cane era necessario in quanto Robigo era una divinità infere e l'animale era appunto legato a questo contesto. Inoltre quando Sirio, la Stella del Cane, appare in cielo dovrebbe iniziare la stagione calda con il pericolo che le messi maturino troppo presto. Questo pericolo andava ovviamente scongiurato. I <span class="fs12lh1-5"><b>Robigalia</b></span> sono transitati nel Cristianesimo attraverso le <span class="fs12lh1-5"><b>Rogazioni maggiori </b></span>che si tengono il <span class="fs12lh1-5"><b>25 aprile</b></span> del calendario cristiano con preghiere, atti di penitenza e processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 22:16:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Aprile_thumb.jpg" length="112212" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?aprilis-aprile-venere-cerere</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000009</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Maius (Maggio)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Maggio.jpg"  title="Maius (Maggio)" alt="Maius (Maggio)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Maggio è un mese misterioso dedicato al <span class="fs12lh1-5"><b>fuoco sotterraneo</b></span> e ai morti senza sepoltura (<span class="fs12lh1-5"><b>Lemuri</b></span>). L'energia del mese di Marzo ha dato forza vitale alle gemme, quella di Aprile le ha fatte esplodere nei mille fiori e colori della Natura. Ma al di sotto della nascita e della generazione è come se ci fosse un invisibile fuoco sotterraneo, donatore di una potente energia ancestrale. Una forza misteriosa che si ritrova nella Dea stessa che "presiede" il mese di Maggio; <span class="fs12lh1-5"><b>Maia</b></span> è Dea della fecondità e del risveglio della Natura in primavera. La dea latina è di origini antichissime e solo in seguito sembrerebbe essere stata assimilata alla dea greca che porta lo stesso nome, madre di Ermes e figlia di Atlante e Pleione. La Maia latina è una divinità ctonia, cioè sotterranea e connessa a <span class="fs12lh1-5"><b>Vulcano</b></span>, Dio del fuoco e della forgia. La leggenda voleva che ogni primo Maggio, proprio Vulcano offrisse una scrofa gravida in sacrificio a Maia. Questa Dea rientra nella concezione romana tutta femminile della <span class="fs12lh1-5"><b>Grande Dea Madre</b></span>, già festeggiata in Aprile nelle sua varie espressioni legate alla produttività della Natura e al ciclo vitale dell'esistenza. Maia infatti era appellata anche come "<span class="fs12lh1-5"><b>Magna Mater</b></span>" e "<span class="fs12lh1-5"><b>Stata Mater</b></span>" perché dotata del potere di arrestare il fuoco. A Roma il primo giorno di Maggio era dedicato alla <span class="fs12lh1-5"><b>Bona Dea</b></span>, divinità protettrice delle donne e di tutte le attività legate al mondo femminile. I riti venivano compiuti dalle matrone in onore di Fauna Bona Dea, perché in origine l'attributo "Bona Dea" era della ninfa Fauna, sorella e moglie del <span class="fs12lh1-5"><b>Dio Fauno</b></span>. Solo in seguito Ella assunse i caratteri di una Dea a se stante, venerata anche come indovina e chiromante. Ai festeggiamenti dedicati alla Bona Dea, che includevano anche riti magici ed esoterici, partecipavano solamente le matrone, le ragazze nubili e le Vestali. Di riflesso con il retaggio pagano, il Cristianesimo ha dedicato Maggio alla Madonna. Nei giorni 9,11 e 13 si compivano i <span class="fs12lh1-5"><b>Lemuria</b></span> o Lemuralia, feste che servivano per esorcizzare gli spiriti dei morti. I <span class="fs12lh1-5"><b>Lemuri</b></span> erano infatti spiriti inquieti che potevano perseguitare i vivi. La tradizione attribuiva a <span class="fs12lh1-5"><b>Romolo</b></span> l'istituzione di questa festività per placare lo spirito del fratello Remo da lui ucciso.</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>I Lemuria</b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter">Maggio è il mese misterioso del fuoco sotterraneo e dei morti privi di sepoltura. Il <span class="fs12lh1-5"><b>9</b></span> è il primo dei giorni dedicati ai <span class="fs12lh1-5"><b>Lemuri</b></span>, (dal latino "lemures", spiriti della notte): sono anime che non riescono a trovare riposo a causa di una morte violenta o di una mancata sepoltura. Spiriti senza pace che vagando tra i vivi, li tormentano fino a portarli alla pazzia. La padrona di questi "fantasmi"<span class="fs12lh1-5"> </span>è la <span class="fs12lh1-5"><b>Dea Ecate</b></span> che regna sui demoni malvagi, sui cicli lunari e sulle ombre della notte. Fu Romolo a istituire i <span class="fs12lh1-5"><b>Lemuria</b></span> perché tormentato dallo spirito del fratello Remo, da lui ucciso. Nell'antica Roma, durante i Lemuria, non si potevano celebrare matrimoni e i templi rimanevano chiusi. All'interno delle abitazioni, era compito del "<span class="fs12lh1-5"><b>pater familias</b></span>", placare queste anime tormentate, celebrando un rito molto particolare. In piena notte, il capo famiglia usciva a piedi nudi sulla soglia di casa. Dopo essersi purificato con acqua, voltava il capo e scagliava alle sue spalle per nove volte delle fave nere. Tutta la gestualità era accompagnata da formule rituali propiziatorie. Si credeva che i Lemuri raccogliessero le fave. Infine il "pater familias" batteva su uno scudo di bronzo, dicendo: "<span class="fs12lh1-5"><b>Ombre, andatevene</b></span>". Il rito andava ripetuto anche <span class="fs12lh1-5"><b>nei giorni 11 e 13</b></span>. I Lemuri non vanno confusi con i <span class="fs12lh1-5"><b>Lari</b></span>. Questi sono gli spiriti protettori degli antenati defunti che, secondo la religione romana, vegliavano sul buon andamento della famiglia. Le loro statuette o rappresentazioni trovavano posto all'interno del "<span class="fs12lh1-5"><b>lararium</b></span>", un tabernacolo sacro destinato al culto domestico.</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>Il Rito degli Argei</b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5">Parliamo di un rito antichissimo e dalle origini incerte. Si teneva ogni </span><span class="fs12lh1-5"><b>14 Maggio</b></span>. Quel giorno, una processione solenne composta dai <span class="fs12lh1-5"><b>sacerdoti "flamini"</b></span> del culto di <span class="fs12lh1-5"><b>Giove Capitolino</b></span>, da magistrati pretori e dalle Vestali si recava al Sublicio, il ponte più antico di Roma a sud dell'Isola Tiberina, legato al mitico episodio di <span class="fs12lh1-5"><b>Orazio Coclite</b></span> al tempo dell'assedio dell'etrusco Porsenna. In quel luogo, dinanzi al popolo raccolto in silenzio, venivano gettati nel Tevere 24, 27 o 30 fantocci di giunchi con piedi e mani legati. Il rito era propiziatorio per i raccolti, in onore della <span class="fs12lh1-5"><b>Dea Maia</b></span> e del fuoco sotterraneo alla base della generazione delle nuove messi. Persino gli storici latini erano dubbiosi su questo rituale. Forse <span class="fs12lh1-5"><b>era legato appunto a Ercole e agli Argei</b></span>, i principi giunti nella penisola italica al seguito dell'eroe per stabilirsi nel villaggio fondato dal Dio <span class="fs12lh1-5"><b>Saturno</b></span> sul Campidoglio, ospiti del re <span class="fs12lh1-5"><b>Evandro</b></span>. Questi avrebbero chiesto di essere gettati nel Tevere una volta morti, in modo tale che i corpi, guidati da Poseidone, potessero raggiungere <span class="fs12lh1-5"><b>Argo</b></span>, la loro terra di origine. Più probabilmente, andando oltre le leggende, il rito doveva appartenere alle prime genti che abitarono il "Latium vetus", persino prima della fondazione di Roma; sacrifici umani intesi come uccisione rituale per fini propiziatori, una pratica piuttosto diffusa nei popoli dell'antichità. Ovidio infatti spiega che fu proprio un oracolo ad imporre a Saturno di gettare nel Tevere un determinato numero di persone.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 03:07:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Maggio_thumb.jpg" length="82874" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?maius-maggio-maia-lemuria</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000008</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Iunius (Giugno)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Giugno.jpg"  title="Iunius (Giugno)" alt="Iunius (Giugno)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Prosegue con <span class="fs12lh1-5"><b>Giugno</b></span> la lunga serie dei mesi dedicati all'universo femminile. Tra Marzo, Aprile e Maggio abbiamo visto onorate diverse Dee, da Venere a Cerere, passando per Tellus, Pale, Flora, Robigo, Maia, la Bona Dea e altre ancora. Possiamo definirle tutte forme ed espressioni minori della <span class="fs12lh1-5"><b>Grande Dea Cibele</b></span>, celebrata in Marzo. Giugno invece è il mese di <span class="fs12lh1-5"><b>Giunone</b></span>, la consorte di Giove, padre di tutti gli Dèi. Ella presiede al ruolo sociale della donna. Il nome "<span class="fs12lh1-5"><b>Iuno</b></span>" possiede una radice indoeuropea che significa "giovane". Tra gli antichi popoli italici, Giunone, legata al ciclo lunare, era <span class="fs12lh1-5"><b>la divinità del matrimonio e del parto</b></span>, protettrice anche delle mestruazioni, della fecondità e della maternità. Il suo culto nel mondo romano si sovrappose a quello della greca "<span class="fs12lh1-5"><b>Era</b></span>", divenendo appunto la madre degli Dèi ma conservando le prerogative italiche (secondo alcune fonti spiccatamente etrusche). Le donne pertanto erano solite chiedere la protezione di Giunone, soprattutto nei momenti più importanti della loro vita sociale. Il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano (il calende), quello della luna nuova, era dedicato a Giunone oltre che a Giano. <span class="fs12lh1-5"><b>Giunone</b></span> divenne anche <span class="fs12lh1-5"><b>protettrice di Roma</b></span>. Nel 390 a.C. durante la terribile invasione dei Galli, le oche sacre di Giunone, dal santuario della Dea sul Campidoglio, avvertirono i romani del pericolo incombente. Giunone, figlia di Saturno e Opi, formava inoltre la <span class="fs12lh1-5"><b>Triade Capitolina</b></span> con Giove e Minerva; divinità superiori che erano alla base della potenza stessa dell'Urbe. Il 9 Giugno si teneva un grande rituale anche in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Vesta</b></span>, <span class="fs12lh1-5"><b>Dea del focolare domestico</b></span>, il cui fuoco sacro conservava l'esistenza stessa della casa e dello Stato. Infine il giorno 11 ritroviamo i "<span class="fs12lh1-5"><b>Matralia</b></span>" in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Mater Matuta</b></span>, la Madre Mattutina, Dea antichissima, associata al culto della Grande Madre. Presiedeva al dono della Luce che ogni giorno illuminava il mondo. Era particolarmente venerata dalle matrone che avevano avuto un solo marito, ancora vivente.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 02:57:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Giugno_thumb.jpg" length="73440" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?iunius-giugno-giunone</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000007</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Iulius - Quintilis (Luglio)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Luglio.jpg"  title="Iulius - Quintilis (Luglio)" alt="Iulius - Quintilis (Luglio)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Prima di assumere il nome di "<span class="fs12lh1-5"><b>Iulius</b></span>" in onore di Giulio Cesare per ordine di Marco Antonio, questo mese era detto "<span class="fs12lh1-5"><b>Quintilis</b></span>" perché era il quinto dell'antico calendario che iniziava con marzo. Nel mondo romano, Luglio era dedicato alla polarità maschile personificata dal <span class="fs12lh1-5"><b>Dio Apollo</b></span>. Dio del Sole, delle arti e della musica, della saggezza e della profezia, della poesia e delle arti mediche, Apollo è un Dio lontano, oltre il mondo, che esiste in eterno indipendentemente dall'evoluzione e dalle trasformazioni di ciò che è terreno. Questa potente energia divina nella sua trascendenza è presente però nel mondo attraverso aspetti meravigliosi quali appunto le arti, la poesia, la medicina, la musica... Apollo è il signore degli <span class="fs12lh1-5"><b>Iperborei</b></span>, il mitico popolo che i Greci ponevano nell'estremo nord del mondo conosciuto. Un popolo che simboleggia quella saggezza immutabile in grado di riflettersi sul mondo, creando appunto cose mirabili. Dal 5 al 13 Luglio si svolgevano i "<span class="fs12lh1-5"><b>Ludi Apollinares</b></span>" nei quali, ogni giorno, si evocava un aspetto di Apollo. Il 7 si rendeva onore a <span class="fs12lh1-5"><b>Iuno Caprotina</b></span> in una festa tutta al femminile nella quale le donne si riunivano nel Campo Marzio dinanzi a un albero di fico. Si ricollegava alla leggenda di <span class="fs12lh1-5"><b>Tutela</b></span>, una donna romana che si introdusse nel campo nemico, salendo di notte su un fico selvatico per dare il segnale di attacco. Il 15, il 16 e il 17 di Luglio erano invece dedicati ai <span class="fs12lh1-5"><b>Castori</b></span>, i due fratelli divini (<span class="fs12lh1-5"><b>Castore e Polluce</b></span>) che intervennero nella <span class="fs12lh1-5"><b>Battaglia del Lago Regillo</b></span> al fianco dei Romani. Infine, gli ultimi dieci giorni del mese, ritroviamo delle ritualità in onore delle forze della Natura. Dai "<span class="fs12lh1-5"><b>Lucaria</b></span>", feste dedicate ai boschi sacri, ai "<span class="fs12lh1-5"><b>Neptunalia</b></span>" per propiziare la presenza dell'acqua nella stagione secca, concludendo con i "<span class="fs12lh1-5"><b>Furrinalia</b></span>" dove si festeggiava l'antichissima Furrina, Dea delle sorgenti e dell'acqua dolce.</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>I Furrinalia</b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div class="imTACenter">Il <span class="fs12lh1-5"><b>25 Luglio</b></span> ricadeva la festa dei <span class="fs12lh1-5"><b>Furrinalia</b></span> in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Furrina</b></span>, una divinità romana arcaica, dalle origini misteriose e probabilmente legata alle acque sotterranee e ai pozzi o secondo altre fonti alle sorgenti e all'acqua dolce. Gli ultimi giorni del mese di Luglio erano dedicati a festività tutte legate tra loro. I <span class="fs12lh1-5"><b>Lucaria</b></span>, i <span class="fs12lh1-5"><b>Neptunalia</b></span> e appunto i <span class="fs12lh1-5"><b>Furrinalia</b></span>, festeggiando i boschi e le acque, dovevano in linea di massima, propiziare la presenza di acqua nella stagione secca. Sulle pendici del Gianicolo a Roma, vi era il "<span class="fs12lh1-5"><b>Locus Furrinae</b></span>", un bosco e una fonte sacri alla Dea. Al suo culto era inoltre preposto un sacerdote minore, il "flamine furrinae". Nel bosco sacro di Furrinae trovò la morte il tribuno della plebe <span class="fs12lh1-5"><b>Gaio Gracco</b></span> che si fece uccidere dal suo schiavo in seguito alla repressione ordinata dal Senato ai suoi danni. Durante l'epoca imperiale il culto di Furrina subì uno stravolgimento. La figura del Dio <span class="fs12lh1-5"><b>Nettuno</b></span> assunse più importanza divenendo patrono di tutte le acque, sia di superficie che sotterranee. Inoltre, Furrina iniziò a essere associata alle <span class="fs12lh1-5"><b>Furie</b></span>, forse unicamente per l'assonanza del nome. Fonti epigrafiche la rendono poi una ninfa o addirittura nominano al plurale delle presunte "<span class="fs12lh1-5"><b>Nynphae Forrinae</b></span>". Nel suo bosco sacro cominciarono ad affluire nuovi culti di provenienza orientale che finirono per inglobare l'antico culto di questa Dea arcaica. Cicerone attestò però in una lettera al fratello che nella sua terra natale, ad Arpino, sorgeva ancora un antico santuario dedicato a Furrina, forse l'ultima testimonianza di un culto che andava progressivamente scomparendo.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 02:44:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Luglio_thumb.jpg" length="87127" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?iulius-quintilis-luglio-apollo</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000006</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Augustus (Agosto)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Agosto.jpg"  title="Augustus (Agosto)" alt="Augustus (Agosto)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">In base all'antico calendario romano che iniziava con Marzo, questo mese si chiamava "Sextilis" perché era il sesto. In seguito venne detto "<span class="fs12lh1-5"><b>Augustus</b></span>" in onore del "princeps" <span class="fs12lh1-5"><b>Ottaviano Augusto</b></span>. Luglio era dedicato alla polarità maschile personificata da Apollo, Agosto invece alla polarità femminile personificata dalla sorella di Apollo, <span class="fs12lh1-5"><b>Diana</b></span>, <span class="fs12lh1-5"><b>signora delle selve</b></span>, protettrice degli animali selvatici e custode delle fonti e dei torrenti. La possiamo intendere come una delle tante "raffigurazioni parziali" della Grande Dea, la Cibele onorata in Marzo. Diana condivide con Apollo alcune caratteristiche importanti; sono entrambi Dèi "lontani", espressioni di una energia astratta che seppur trascendente è presente nella realtà del mondo attraverso espressioni meravigliose. Diana è una Dea solitaria, vergine, che vaga nei boschi e tra le montagne, lì dove l'uomo non ha mai messo piede. È un'abile cacciatrice ma allo stesso tempo rende mansuete le belve e le aiuta nel partorire in un dualismo divino dei concetti di vita e di morte. Come il fratello Apollo, anche Diana torna ogni anno nel paese degli Iperborei. La sua manifestazione fisica è la Luna come il Sole lo è di Apollo. Agosto pertanto ha il suo centro nella festa in onore di questa Dea, rappresentante degli <span class="fs12lh1-5"><b>aspetti interiori della donna</b></span>. Nelle Idi del mese si festeggiava infatti l'anniversario della dedica del Tempio di Diana sull'Aventino. Agosto presentava altre festività non meno importanti. I "<span class="fs12lh1-5"><b>Portunalia</b></span>" ricadevano il giorno 17; erano celebrate in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Portunus</b></span>, protettore del porto fluviale di Roma. La <span class="fs12lh1-5"><b>vendemmia</b></span> veniva festeggiata nei "<span class="fs12lh1-5"><b>Vinalia</b></span>" del 19, in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Venere</b></span>. Nei grandi rituali dei "<span class="fs12lh1-5"><b>Consualia</b></span>" (giorno 21), si ringraziavano le Divinità e in particolare l'antico Dio Conso, per la fine della vendemmia e della mietitura. Ricadeva anche l'anniversario del <span class="fs12lh1-5"><b>Ratto delle Sabine</b></span>, l'atto che aggiunse l'elemento femminile alla Roma degli uomini. I "<span class="fs12lh1-5"><b>Vulcanalia</b></span>" in onore di Vulcano erano necessari per scongiurare gli incendi, sempre frequenti e pericolosi. In Agosto trovava spazio anche il rito in onore di un antichissimo Dio etrusco; <span class="fs12lh1-5"><b>Vertumno</b></span>, protettore della vegetazione e Dio del cambiamento stagionale, era onorato il giorno 27. L'intenso mese di Agosto si chiudeva con la cerimonia del "<span class="fs12lh1-5"><b>Mundus Patens</b></span>" che sanciva una sorta di apertura al mondo sotterraneo la cui energia simile a un eterno fuoco, era garante della stessa vita di superficie.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 02:32:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Agosto_thumb.jpg" length="179431" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?augustus-agosto-sextilis-diana-vertumno</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000005</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[September (Settembre)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Settembre.jpg"  title="September (Settembre)" alt="September (Settembre)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Il poeta romano Ausonio ci spiega che il mese di Settembre era sacro a <span class="fs12lh1-5"><b>Pomona</b></span>, Dea dei frutti, probabilmente di origine italica. Il suo nome deriva da "pomum" che in latino significa appunto "frutto". La Dea aveva un proprio "flamen" (flamine) minore ed era considerata Signora di tutti i frutti che crescono sugli alberi, delle olive e dell'uva. In generale Settembre (da "September", settimo mese dell'antico calendario che iniziava a Marzo), era un mese incentrato sulla <span class="fs12lh1-5"><b>polarità maschile</b></span>. Conteneva poche festività, la maggior parte dedicate alla figura di <span class="fs12lh1-5"><b>Giove</b></span>, padre di tutti gli Dèi, divinità preposta allo Stato, alla famiglia e alla casa il cui animale sacro era l'aquila. "Grande patriarca" e padrone del tutto, dall'aspetto severo di un uomo anziano dalla folta barba. Giove è il Dio della pioggia, del fulmine e del tuono; è chiamato "Lucetius" perché è l'origine della luce del giorno, "Pluvius" (piovoso) da invocare nei periodi di siccità, "Fulgurator" perché responsabile dei fulmini e con tanti altri epiteti a dimostrare l'onnipotenza e l'onnipresenza di Giove nel mondo. Le Idi di Settembre (giorno 13) erano sacre a <span class="fs12lh1-5"><b>Giove Ottimo Massimo</b></span>. Si compiva il solenne "<span class="fs12lh1-5"><b>Epulum</b></span>" in onore della <span class="fs12lh1-5"><b>Triade Capitolina</b></span> (Giove, Giunone e Minerva). Veniva organizzato un convito sacro pubblico (Lectisternio) nel quale preziose raffigurazioni in legno di tutte le divinità maggiori erano poggiate su divani nella zona più onorevole della tavolata. A questa sorta di statue venivano offerte le pietanze più pregiate, consumate poi simbolicamente dagli epuloni, sacerdoti preposti all'importante festività. Da ricordare che nel giorno 20 del mese, ricadeva il "<span class="fs12lh1-5"><b>Dies Natalis Romuli</b></span>", con onori che venivano tributati al mitico fondatore dell'Urbe. Nel frattempo, il 4 aveva segnato l'inizio dei "<span class="fs12lh1-5"><b>Ludi Magni</b></span>", sedici giorni di festa per il patriziato con spettacoli teatrali e giochi circensi.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 02:18:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Settembre_thumb.jpg" length="96228" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?september-settembre-giove-pomona</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000004</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[October (Ottobre)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Ottobre.jpg"  title="October (Ottobre)" alt="October (Ottobre)"/><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter">Il dipinto "<span class="fs12lh1-5"><b>Marte spogliato da Venere e dalle Grazie</b></span>" di Jacques Louis David ci introduce alla scoperta del mese di Ottobre secondo l'antica tradizione romana. Era l'ottavo mese dell'antico calendario capitolino che iniziava a Marzo. "October" era un mese di passaggio che segnava la fine dell'estate e dell'anno attivo. La sua divinità di riferimento era Marte. Il divino padre di Romolo presiedeva l'apertura dell'anno attivo in Marzo con l'inizio delle campagne militari e lo terminava con il passaggio dalle attività di guerra a quelle agricole autunnali. Il 9 Marzo si svolgeva infatti la <span class="fs12lh1-5"><b>processione delle armi di Marte</b></span> mentre il 19 avveniva la solenne cerimonia della lustrazione delle stesse. Il 19 Ottobre, al contrario, lance e scudi del Dio venivano purificate e riposte nel tempio ("<span class="fs12lh1-5"><b>Armilustrium</b></span>"). Si interrompeva il tempo delle battaglie e si chiudevano le porte del tempio di Giano. Tra le feste più importanti del mese, ritroviamo le "<span class="fs12lh1-5"><b>Meditrinalia</b></span>" ("curative"), antichissime celebrazioni del vino dedicate a Giove che si svolgevano attorno al 10. Si beveva recitando la formula propiziatoria "vetus novum vinum bibo/ veteri novo morbo medeor" ("bevo vino vecchio e nuovo e pongo rimedio ad un male vecchio e nuovo"). Due giorni dopo cadevano i <span class="fs12lh1-5"><b>Fontinalia</b></span> in onore di Fontus, Dio delle fonti e delle sorgenti, figlio di Giano e della ninfa Giuturna. Si gettavano ghirlande di fiori nelle fontane mentre si offriva vino e olio alla divinità. Durante le Idi ricadeva il rito del sacrificio a Marte del cavallo vincente nella corsa delle bighe al Campo Marzio. L'Armilustrium chiudeva le feste di Ottobre. Il Ciclo Lustratorio che trovava la sua apoteosi nel sacrificio durante le Idi e nella cerimonia delle Armi del 19, era iniziato durante le "Kalendae", quando si era propiziata la "<span class="fs12lh1-5"><b>Fides Publica</b></span>", fondamento del "mundus" della "societas", alla base della Civiltà Romana. Da 20 in poi iniziava per i romani una sorta di periodo di riflessione nel quale si tiravano le somme delle attività svolte, preparandosi ad affrontare la dura stagione invernale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 23:16:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Ottobre_thumb.jpg" length="135957" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?october-ottobre-marte-fontus</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000003</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[November (Novembre)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Novembre.jpg"  title="November (Novembre)" alt="November (Novembre)"/><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 22:54:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Novembre_thumb.jpg" length="114224" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?novembre-november-plutone-proserpina</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000002</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[December (Dicembre)]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Contorni]]></author>
			<category domain="https://www.ilsaperestorico.it/blog/index.php?category=Calendario_Romano"><![CDATA[Calendario Romano]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.ilsaperestorico.it/images/00-Il-Sapere-Storico-Dicembre.jpg"  title="December (Dicembre)" alt="December (Dicembre)"/><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5">"</span><span class="fs12lh1-5"><b>December</b></span>" era il decimo mese dell'anno nell'antico calendario romuleo che iniziava a marzo. Era un mese dal profondo significato simbolico perché segnava una sorta di ritorno all'Origine del tutto e agli inizi del tempo. Infatti la divinità che "dominava" dicembre era <span class="fs12lh1-5"><b>Saturno</b></span>, il dio che presiedeva l'Età dell'Oro, un'epoca felice in cui non esistevano divisioni sociali né povertà, dove i frutti della terra erano copiosi e la guerra non aveva ragione di essere. Tale "disordine", trionfo della mancanza di regole, fu interrotto dall'ascesa di Giove che donò al mondo la "dignitas" e appunto l'ordine sociale con tutto quanto ne è conseguito. In questa ottica rientrava l'amata festività dei <span class="fs12lh1-5"><b>Saturnalia</b></span> che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre. Durante i festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale e il mondo per alcuni giorni "andava alla rovescia". Si trattava di una festa "rivoluzionaria" dove gli schiavi prendevano il posto dei padroni e tutte le attività pubbliche erano interrotte. Rievocare l'età aurea del tempo di Saturno consentiva alla tradizione religiosa romana di "rigenerare" il tempo sacro e di avviare il nuovo anno col mese di Ianuarius (dalla revisione di Numa Pompilio), sacro a Giano, il Dio degli inizi. Dicembre conteneva però altre importanti festività. Il 5 ricorrevano i <span class="fs12lh1-5"><b>Faunalia</b></span>, festa agreste celebrata da pastori e contadini, il 10 gli <span class="fs12lh1-5"><b>Agonalia</b></span> in onore di Giano Agonius, protettore di tutto ciò che è lavoro e affari. Il 15 ricadevano i <span class="fs12lh1-5"><b>Consualia</b></span>, dedicati a Conso, dio dei raccolti e il 17 ritroviamo gli <span class="fs12lh1-5"><b>Opalia</b></span> in onore di Ops Consiva, Dea del grano ritenuta sposa di Conso o dello stesso Saturno. In pieni Saturnali, (giorno 21), ricadevano i <span class="fs12lh1-5"><b>Divalia</b></span>, l'antichissima festa della <span class="fs12lh1-5"><b>Dea Angerona</b></span>, colei che era raffigurata con l'indice della mano premuto sulla bocca chiusa. Chiudiamo la nostra carrellata di feste col giorno 25, il "<span class="fs12lh1-5"><b>Dies Natalis Solis Invicti</b></span>", una celebrazione attestata dal Cronografo del 354 e probabilmente istituita dall'imperatore Aureliano (214-275).<br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b>Le Faunalia Rustica</b></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><div>Nel calendario antico-romano, nel giorno del <span class="fs12lh1-5"><b>5 di Dicembre</b></span> venivano celebrate le <span class="fs12lh1-5"><b>Faunalia</b></span>, un'antica festa agreste che durava per tre giorni. Erano in onore di <span class="fs12lh1-5"><b>Fauno</b></span>, ancestrale divinità italica della campagna, dei pascoli e dell'agricoltura. Il suo aspetto era umano ma con gambe caprine e corna sul capo. Amava vagare per i boschi e corteggiare le ninfe. Venendo alle origini del mito, ritroviamo Fauno identificato come un antico re del Lazio, nipote di Saturno o di Marte e padre di Latino. Dopo la sua morte sarebbe stato venerato come protettore dei raccolti e degli armenti. Ma l'origine che forse più ci interessa è quella che vede Fauno, figlio di Giove e di Circe. L'aspetto fisico di Fauno lo assimilava al Dio ellenico <span class="fs12lh1-5"><b>Pan</b></span>. In fonti successive, il culto italico di Fauno fu unito a quello di Bacco/Dioniso. Infine il Fauno inteso come singolo dio si "scorporò" in tanti <span class="fs12lh1-5"><b>Fauni</b></span>, assimilabili ai satiri greci a loro volta compagni di Pan e Dioniso. Possiamo identificare i Fauni come figure mitologiche romane, divinità minori della Natura, rappresentanti della forza vitale, riproduttiva e selvaggia della Natura stessa. Goliardici e allegri alle note dei loro flauti, i Fauni erano anche violenti nel soddisfare le loro brame passionali. Secondo altre fonti i Fauni sarebbero gli antichi pastori che abitavano il mondo ai primordi, nel territorio in cui fu fondata Roma. In ogni caso pur con qualche discordanza sulla singolarità o la pluralità di Fauno/Fauni, corrispondono in pieno le caratteristiche fisico-caratteriali e le "competenze" divine. Le feste delle <span class="fs12lh1-5"><b>Faunalia Rustica</b></span> si svolgevano soprattutto nelle zone rurali, all'aperto nei campi. Per gli animali e gli schiavi erano giorni di libertà. Si tenevano danze intorno ai fuochi e si sacrificava una pecora per chiedere la protezione di Fauno su greggi e raccolti. Sposa di Fauno era la Bona Dea, una sorta di Grande Madre che si venerava appunto nel Lazio. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 21:29:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.ilsaperestorico.it/blog/files/00-Il-Sapere-Storico-Dicembre_thumb.jpg" length="89541" type="image/jpg" />
			<link>https://www.ilsaperestorico.it/blog/?dicembre-december-saturno</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.ilsaperestorico.it/blog/rss/000000001</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>