Elena Percivaldi, storica e saggista - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Elena Percivaldi, storica e saggista

Interviste > 2021
Articolo a cura di Andrea Contorni.

Elena Percivaldi è un'eccellenza italiana nel campo della ricerca e della divulgazione storica. Insignita di prestigiosi premi e riconoscimenti, ha all'attivo numerose pubblicazioni di saggistica.

Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano, è storica, saggista, scrittrice, giornalista e critica d'arte e musicale. Titolare dello studio "Perceval Archeostoria", cura mostre storico-archeologiche e partecipa come relatore a convegni e seminari in Italia e all'estero. Il suo ambito di ricerca comprende la Storia, la Storia dell'Arte e l'Archeologia, con particolare riferimento all'età tardo-antica e all'alto Medioevo. Ospite regolare del prestigioso Festival del Medioevo di Gubbio (Pg), vanta interventi mandati in onda sulle più importanti emittenti televisive nazionali tra cui RAI Storia e Tv2000. Direttore del Notiziario "Storie & Archeostorie", collabora con le principali riviste di settore storico-archeologico e scientifico. Il suo impegno nella cultura continua nel campo didattico e in quello della rievocazione storica. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Ferrara, Laboratorio di Antichità e Comunicazione ed è attualmente docente titolare del Corso di Storia e Arte Medievale presso l'UNITRE di Arcore (MB). Ha inoltre ideato il Format ©Alla scoperta dei Longobardi, curando come Direttore scientifico diverse importanti manifestazioni storico-rievocative sui Longobardi.

La storica, saggista e giornalista Elena Percivaldi.
Elena Percivaldi ha ben chiaro il ruolo dello storico e la valenza della Storia ai giorni nostri...

"Seguo un principio fondamentale che è quello di evitare strumentalizzazioni. Bisogna astenersi dal piegare il passato a interpretazioni ideologiche, qualunque esse siano. Uno storico deve studiare il passato, cercare di comprenderlo grazie alla conoscenza (e all'interpretazione corretta) delle fonti e dei contesti e, se possibile, insegnarlo, ma senza giudicarlo o volerlo attualizzare ad ogni costo. Altrimenti si rischia di cadere nelle grottesche situazioni che purtroppo leggiamo sulla stampa sempre più spesso: ostracismi, demonizzazioni, cancellazioni, censure dettate da un ideologia "politically correct" degenerata in caccia alle streghe ottusa e violenta che non si rivela certo migliore o più virtuosa di ciò che si vorrebbe condannare…

Siffatta "damnatio memoriae" non solo è stupida, ma è anche controproducente: cancellare il passato significa semplicemente dimenticarlo e impedire di studiarlo, analizzando così razionalmente anche gli errori e gli orrori commessi al fine di non ripeterli. Personalmente studio la Storia e provo a raccontarla occupandomi in particolare di divulgazione perché credo che la conoscenza diffusa della Storia, intesa non come mero susseguirsi nozionistico di nomi, fatti e date ma come comprensione dei grandi fenomeni e delle dinamiche che l’hanno determinata, sia una parte essenziale e imprescindibile del bagaglio culturale di ognuno di noi.

Sono convinta che la conoscenza della Storia possa aiutarci ad affrontare le tante sfide imposte dalla contemporaneità, come la globalizzazione e il confronto con mondi e culture diverse. Solo chi conosce bene se stesso può confrontarsi con gli altri senza paura né pregiudizi, magari arricchendosi dal confronto senza che ciò comporti necessariamente il negare o il dimenticare quello che, nel bene e nel male, è ed è stato".

Tre edizioni del saggio "La vita segreta del Medioevo" di Elena Percivaldi.

Elena Percivaldi è l'autrice del saggio "La vita segreta del Medioevo", edito nel 2013. Un vero e proprio bestseller riproposto negli anni in nuove edizioni e tradotto in varie lingue. Ma la sua attività editoriale non si è fermata qui. Tra il 2020 e il 2021 hanno visto la luce due opere straordinarie sui Longobardi. "I Longobardi. Un popolo alle radici della nostra Storia" edito dalla Diarkos ripercorre l'epopea della "gens Langobardorum" in un volume ricchissimo. Un quadro completo che racconta le vicende storiche, le fonti e la vita materiale, alla luce dell'attuale dibattito scientifico e delle più recenti scoperte archeologiche. "Sulle tracce dei Longobardi. Italia settentrionale" per le Edizioni del Capricorno è appunto incentrato sull'Italia settentrionale, cuore pulsante del regno. Si racconta la complessa eredità artistica, architettonica e culturale lasciata dai Longobardi sul territorio accompagnando il lettore alla scoperta dei luoghi che li videro protagonisti.
Gli ultimi due saggi storici dedicati ai Longobardi a firma di Elena Percivaldi.

Ma i Longobardi ad oggi hanno ottenuto il giusto riconoscimento della loro importanza alle "radici della nostra Storia"?

"Probabilmente non ancora. Prima del 2011, anno in cui il sito seriale "I Longobardi in Italia" è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco, i Longobardi non erano nemmeno particolarmente noti o apprezzati dal vasto pubblico, erano più materia da specialisti o appassionati: ricordo ad esempio negli anni Novanta, nel periodo in cui li studiavo all’Università, quanto difficile fosse trovare bibliografia su di loro a parte alcuni saggi specialistici, pochi cataloghi di importanti mostre e i "mitici" studi di Gian Piero Bognetti, il grande "scopritore" di Castelseprio.

Da allora di strada ne è stata fatta parecchia e non solo gli studi in tutti gli ambiti hanno fatto passi da gigante, ma anche il pubblico ha iniziato a percepirli non più come una presenza allogena, bellicosa, rozza e  problematica - Manzoni docet! - ma come una componente importante dell’identità culturale del nostro Paese. Nel mio piccolo ho provato a raccontarli con pubblicazioni, articoli, conferenze ed eventi, in quest’ultimo caso avvalendomi anche della collaborazione di alcuni ottimi gruppi di rievocazione e ricostruzione storica. Ma credo che ci sia ancora molto da fare: pandemia permettendo, anche io  cercherò di dare il mio contributo in prima linea e alcuni eventi li ho già programmati."

35 castelli imperdibili del Veneto di Elena Percivaldi e Mario Galloni.

La passione e l'amore per lo studio del Medioevo ha portato Elena Percivaldi a collaborare con il giornalista Mario Galloni all'opera "35 castelli imperdibili del Veneto", seguito di ulteriori pubblicazioni dedicate ai manieri lombardi, toscani e dell'Emilia Romagna. L'affascinante epopea di castelli e dimore patrizie venete rivive nelle imprese, ora truci, ora sublimi, delle grandi dinastie che vi hanno vissuto, plasmandone in modo indelebile la memoria: dai Carraresi agli Estensi, dagli Scaligeri di Mastino e Cangrande ai da Romano del titanico e controverso Ezzelino III.

"Ogni castello ha una sua storia e il suo genius loci, oppure è stato teatro di vicende uniche o ancora di eventi in vario modo degni di nota. Una cosa però vorrei sottolineare. Spesso si visitano con l’idea di fare un "tuffo nel Medioevo",  espressione che non amo affatto perché abusata e in quanto promette una cosa di fatto impossibile. Quello che vediamo oggi è infatti il più delle volte il frutto di sistemazioni o restauri otto-novecenteschi (e quindi moderni) che ne hanno "fissato" un’immagine romantica e sognante, ma in gran parte sbagliata, consegnandola così ai posteri. I castelli delle "origini", quelli tardo-antichi, erano costruzioni molto spartane con qualche torre di avvistamento e poche murature; i castelli di grandi dimensioni, con alte mura e possenti torrioni sono frutto di riedificazioni successive avvenute dal XIII secolo in poi; dal Cinquecento in poi molti si trasformano in dimora aristocratica, altri cadono in rovina e vengono dimenticati.

I castelli sono quindi edifici complessi, in costante divenire. Il che, intendiamoci, non ne compromette affatto il fascino, anzi lo accresce perché la sfida è proprio quella di coglierne le trasformazioni e di vedere come si sono adattati al mutare delle circostanze politiche, alle mode e al trascorrere naturale del tempo. Al di là della loro bellezza, a colpirmi è la loro capacità di resistere al passare dei secoli, alle distruzioni, ai terremoti, agli assedi, ai cambiamenti di destinazione e di farsi testimoni di una storia complessa e plurisecolare. Monumento e documento insieme, quindi. Questa è la ragione per cui a mio avviso vale la pena di studiarli."
Elena Percivaldi durante un convegno culturale.

Vincitrice nel 2009 del prestigioso Premio Italia Medievale con l'edizione tradotta e commentata del classico latino alto-medievale "La navigazione di San Brandano" (Il Cerchio Editore, 2008), Elena Percivaldi è stata finalista dello stesso Premio nel 2014 con il fortunato "La vita segreta del Medioevo" (Newton Compton Editori, 2013). Attualmente è nella cinquina dei finalisti del Premio Italia Medievale 2021 con "I Longobardi. Un popolo alle radici della nostra Storia" (Diarkos, 2020). Il passato costituisce un vanto per la studiosa e ricercatrice ma il pensiero è rivolto anche al futuro, con l'augurio di uscire del tutto dal periodo di profonda difficoltà che ha segnato gli ultimi due anni...

"Per quanto riguarda i progetti futuri, ho appena terminato un libro sui Castelli del Friuli Venezia Giulia, sempre in linea con la collana delle Edizioni del Capricorno, il quinto titolo in merito. Ho parlato con l'Editore giorni fa e credo che continuerò a dedicarmi a queste opere di approfondimento dedicate ai castelli italiani. Ho novità anche sui Longobardi. Il saggio "Sulle tracce dei Longobardi" è limitato alla sola Italia settentrionale. L'idea è quella di realizzare per il prossimo anno un altro testo che copra l'Italia centrale e quella meridionale per dare un quadro completo del patrimonio artistico-architettonico fruibile e visitabile lasciato dai Longobardi in Italia.

Pandemia permettendo, spero di portare avanti alcuni eventi durante l'estate, riaprendo a collaborazioni che ovviamente in questi mesi sono rimaste congelate. Non posso essere più specifica al momento. Mi auguro di poter partecipare al Festival del Medioevo che si terrà a settembre; è confermato e spero davvero di esserci. Ho anche un saggio in preparazione sulle invasioni barbariche che potrebbe uscire tra l'autunno e il prossimo inverno, sempre per la Diarkos editore. Poi continuerò a tenere conferenze e corsi con la speranza di poter ritornare sul territorio per incontrare i lettori e le persone interessate alla Storia, partecipare a qualche rievocazione. Insomma, mi piacerebbe riprendere tanti discorsi che si sono interrotti nel febbraio del 2020..."

Per approfondire
Immagini e fotografie
- Le fotografie sono pubblicate per gentile concessione di Elena Percivaldi. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione articolo: 24 Giugno 2021
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