Ivan La Cioppa - Miniature painting studio - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Ivan La Cioppa - Miniature painting studio

Interviste > 2021
Intervista di Andrea Contorni R.

Ivan La Cioppa

Classe 1981 e nativo di Santa Maria Capua Vetere, Ivan consegue la maturità classica per poi laurearsi in Giurisprudenza alla Seconda Università degli studi di Napoli con una tesi intitolata "Diritto penale e società politica nella Roma repubblicana". Da sempre appassionato di Storia, entra in contatto con il modellismo grazie al Club MASC, un'associazione della propria città, rimanendo affascinato dal mondo delle miniature, ideale connubio tra Storia e Arte. Nel corso degli anni, Ivan dimostra un innato talento nel dipingere le miniature. L'esperienza e il costante miglioramento nella tecnica di pittura lo portano presto ad essere considerato una delle eccellenze artistiche nel proprio campo di applicazione, sia in Italia che in campo internazionale. Partecipa a mostre e concorsi del settore, conseguendo riconoscimenti in vari Paesi Europei, dalla Spagna alla Grecia, passando per Francia e Germania, venendo spesso invitato anche in qualità di giudice. Tiene corsi di pittura per neofiti e di perfezionamento per tutti coloro che vogliono affinare la propria abilità. L'interesse per la Storia lo porta a iscriversi al Gruppo di Rievocazione Storica "Legio I Adiutrix", vestendo i panni del legionario e impegnandosi ancor di più nell'approfondimento della materia storica e archeologica. Scrive anche un romanzo dal titolo "La legione venuta dal mare", pubblicato nel 2019 e dedicato proprio alle vicende della "Legio I Adiutrix".

Intervista

01. Ivan, tu sei un grande studioso e appassionato di Storia. Dipingi miniature di tutti i periodi e questo include una precisa ricerca in merito, anche perché sulla tua Pagina, accompagni ogni nuovo lavoro a un’accurata descrizione storica. Come è nato questo immenso amore per la Storia? E introducendo da subito il tema "miniature", quale periodo ti piace trattare di più e perché?
Bella domanda. Posso affermare che amo la Storia da che ho memoria. Da piccolo ero affascinato da tutto ciò che riguardava il passato. Spesso mi ritrovavo a fantasticare di vivere in un altro tempo e conoscere personaggi di cui avevo letto solo sui libri di scuola. Man mano iniziai ad andare oltre la conoscenza scolastica e approfondire ciò che più mi interessava. Vedevo lo sconcerto nei miei coetanei che reputavano noioso e inutile ciò che facevo  ma questo non mi toccava affatto. In tenera età guardavo i cartoni animati come tutti i bambini ma venivo, nondimeno, rapito dai documentari e dai film ambientati nel medioevo, nell’antica Roma o nell’età napoleonica. Ammiro immensamente divulgatori come Valerio Massimo Manfredi e Alberto Angela. Conosco a memoria e ho visto decine di volte pellicole come Braveheart, Le crociate,  Il gladiatore, Waterloo e molti altri.  Ho letto il mio primo libro a 8 anni e da allora non mi sono più fermato. Si trattava del De bello gallico di Cesare. Ovviamente solo la traduzione in italiano. La sete di sapere è cresciuta sempre di più e andare oltre l’istruzione accademica è diventata per me un piacere da condividere con amici ma anche estranei.  La Storia è un viaggio nell’infinito che arricchisce l’animo di chi lo intraprende. Tutti dovrebbero provare e comprendere che non si tratta di uno sterile susseguirsi di eventi ma di ben altro. Sono vari i periodi che più mi appassionano. L’epoca romana, il medioevo e l’epopea napoleonica sono di certo fra i miei preferiti e proprio questi mi hanno avvicinato al mondo delle miniature. Vedere in tre dimensioni qualcosa che hai sempre e solo letto sui libri non ha prezzo e provoca un’emozione indescrivibile. Oserei dire che è il giusto completamento per chi ama la storia.

02. Le tue miniature sono capolavori di colore, ombre, chiaroscuri, sfumature e quanto altro. Le figurine sembrano prendere vita. Quanto studio c’è dietro questa tua attività di modellismo, svolta ovviamente in chiave professionale? Presumo che il percorso di crescita e di specializzazione sia stato lungo e anche complicato…
Ho iniziato a dipingere miniature all’età di sedici anni. Il mio primo soggetto fu un generale etrusco. Decisi di intraprendere questa avventura perché sentivo che mancava qualcosa alla mia perenne ricerca nei meandri della Storia. Non capivo dove voleva condurmi questa sensazione ma poi, appena visitai la mia prima mostra di modellismo e contemplai da vicino le opere d’arte esposte, capii di aver trovato ciò che bramava la mia coscienza intellettuale. All’inizio non conoscevo le giuste tecniche da applicare ma, pian piano, ho cominciato a studiare,  ad approfondire e ad esercitarmi. Mi confrontavo spesso con amici che già si dilettavano in questo settore e seguivo scrupolosamente i consigli del mio maestro e mentore Raffaele Aulicino, presidente del Club MASC, associazione modellistica di cui faccio parte, e modellista pluripremiato. Accettare le critiche è fondamentale per crescere  e progredire ed io ho compreso subito questa grande verità che mi ha portato al punto in cui sono ora. L’umiltà è il solo modo per superare i propri limiti e raggiungere obbiettivi inimmaginabili. Oltre l’aspetto prettamente artistico e stilistico, dietro ogni mia opera c’è un’approfondita ricerca storica e uniformologica. Ogni volta che inizio un lavoro è come se mi catapultassi nel periodo storico del soggetto e vivessi al suo fianco. Cerco di conoscere ogni dettaglio e particolare. Nulla deve essere lasciato al caso e la perseveranza e la pazienza sono strumenti indispensabili  che portano ad un ottimo risultato finale. Chiunque è capace di prendere un pennello in mano e dipingere una miniatura ma solo pochi sono in grado di darle vita ed emozionare chi guarda. Questo è il perfetto connubio tra Storia e Arte.

03. Tu avrai dipinto centinaia e centinaia di soggetti. Ce ne sono alcuni che ti sono rimasti nel cuore, sia perché hanno rappresentato una sfida particolarmente difficile, sia perché legati a qualche premio o riconoscimento o semplicemente perché ritieni il tuo operato "insuperabile"?
Hai ragione. Ho dipinto centinaia di miniature ma alcune mi sono realmente rimaste nel cuore. Eccole di seguito.
Battle of Rocroi. 1643. Scena a cinque soggetti  in 75mm sulla battaglia di Rocroi del 1643, commissionatami per la box art della Romeo models. E’ stato un lavoro molto difficile e articolato dove ho potuto sperimentare nuove tecniche pittoriche e approfondire la Guerra dei Trent’anni e l’organizzazione dei Tercios spagnoli.  Alla fine, però, l’opera è stata portata a termine al meglio e mi ha dato molte soddisfazioni in vari concorsi.
Un bagno caldo per l’Imperatore. Scena che rievoca un aneddoto riguardante Napoleone prima della battaglia di Austerlitz. Erano anni che pensavo a questo progetto e, alla fine, decisi di realizzarlo. La ricerca delle fonti storiche al riguardo fu particolarmente difficile perché il fatto non era molto noto ma, proprio per questo, mi intrigava molto.
Gelo. Soggetto in 75mm rappresentante un cavaliere teutonico che marcia nella neve. Appena vidi la miniatura, dipinta in tutt’altro modo,subito mi venne l’ispirazione per un’opera che doveva dare l’idea del freddo che si insinua fin nelle ossa. Da qui anche l’idea del titolo.
Legionario della Legio I Adiutrix in Dacia. Questo soggetto in 90mm mi è particolarmente caro perché rappresenta il mio gruppo di rievocazione storica e la legione sulla quale ho tanto ricercato. Ho scommesso su delle tinte atipiche ma storicamente provate ed il risultato è stato molto apprezzato.

"Gelo", un Cavaliere Teutonico nella neve.  "Gelo", un Cavaliere Teutonico nella neve.  "Gelo", un Cavaliere Teutonico nella neve.

04. Mi hai accennato alla tua altra grande passione legata alla Storia. La Rievocazione che tu svolgi nelle fila della Legio I Adiutrix. Come ti sei avvicinato a questo importante Gruppo Storico e quale ruolo rievocativo svolgi? Rievocare Storia ti è servito anche nell’ambito della tua attività artistica?
L’occasione di conoscere il gruppo storico mi è stata possibile sempre grazie al modellismo. Infatti, l’associazione più volte è stata ospite nella mostra organizzata dal Club MASC  di Santa Maria Capua Vetere. Dalla prima volta fui affascinato dal modo in cui indossavano le vesti dei legionari romani e ne rievocavano comportamenti e azioni come se il tempo si fosse cristallizzato a 2000 anni fa. E poi mi incuriosiva il fatto che era una legione di marina, molto diversa dalle altre e con delle proprie peculiarità. Subito fui preso da un entusiasmo quasi puerile e decisi di "arruolarmi". Da allora ho partecipato a vari eventi rievocativi, primo fra tutti, i Natali di Roma, un'esperienza straordinaria. Poi ho iniziato a documentarmi in modo sistematico sulla storia della legione e sulla vita del legionario romano, scardinando anche alcuni luoghi comuni al riguardo. Tutti questi approfondimenti mi sono stati utilissimi per la realizzazione di alcuni soggetti romani sui quali vi erano dubbi di carattere uniformologico o, addirittura, errori scultorei che ho dovuto eliminare.

05. Vorrei concludere parlando anche del tuo romanzo "La Legione venuta dal mare"… Di cosa parla nello specifico e cosa puoi dirmi della tua esperienza di scrittore?
È stato sempre grazie all’attività rievocativa e alla passione bruciante per la storia romana se ho deciso di intraprendere l’avventura di scrivere un romanzo storico, cosa per niente facile.  La Legio I Adiutrix era una delle sole due legioni di marina dell’esercito romano con caratteristiche particolari e atipiche rispetto alle altre legioni. Per fare un esempio, i suoi membri erano come i Navy seal americani o come i nostri del Col Moschin.  Spesso venivano adoperati per missioni particolari e per incursioni in territorio nemico, cosa anomala per lo stereotipo del soldato romano. Al di la dello studio e della ricerca, mi sono prefisso di scrivere una storia diretta a tutti, anche a coloro che non sono appassionati del periodo e che vedono la storia romana come qualcosa di noioso anche a causa di un errato approccio scolastico e accademico. Proprio per questo il romanzo è scritto in prima persona, sotto forma di memorie di un legionario della Legio I Adiutrix. In tal modo il lettore si sente ancor più partecipe delle azioni e degli stati d’animo dei personaggi, comprendendo nell’intimo la vita e le vicissitudini ai tempi dell’Impero romano. I legionari narrati non sono i soliti eroi virtuosi e senza macchia ma, al contrario, dei semplici uomini con tutti i vizi e le virtù di tutti gli altri uomini.

06. Intanto, tornando alla tua attività di "artista" delle miniature, ti chiedo, chi volesse commissionarti una miniatura da dipingere, in concreto cosa deve fare? E infine, che progetti hai in serbo per il futuro?
Chi vuole contattarmi lo può fare benissimo sui miei profili facebook e instagram o per via email. Sono molti i progetti futuri. Ho quasi terminato la stesura del seguito de "La legione venuta dal mare" e presto scoprirete come andrà a finire la missione affidata a Caio Flavio Aquila e i suoi compagni. Dal lato modellistico sono alle prese con un soggetto tratto dal De bello civili di Cesare. Ho quasi terminato la ricerca e la documentazione e presto mi dedicherò alla scena e alla miniatura. Si tratta del centurione Marco Cassio Sceva e dell’assedio di Dyrrachium. Ho in programma anche una particolare scena riguardante un aneddoto semisconosciuto della battaglia di Austerlitz. Vi sono poi tante altre idee che aspettano solo di essere realizzate.

Per approfondire
- Sito ufficiale di Ivan La Cioppa: link diretto
Immagini e fotografie
- Le fotografie sono pubblicate per gentile concessione di Ivan La Cioppa. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione articolo: 23 Gennaio 2021
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