Marco Cappadonia Mastrolorenzi - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

Il Sapere Storico
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Marco Cappadonia Mastrolorenzi

Interviste > 2020
Intervista di Andrea Contorni R.

21 febbraio 1849. Un giorno nella Roma dell'Ottocento.

Un inviato speciale viene spedito a Roma per un viaggio nel tempo fino al 21 febbraio 1849. Con l'ausilio di finestre spazio-temporali potrà muoversi liberamente per raccontare dei fatti storici in una visita programmata di un solo giorno. Ma perché proprio quella data? In questo tour insolito si potrà forse incontrare Giuseppe Gioachino Belli, il più grande poeta di Roma e del suo popolo, vederlo all'opera nella sua officina e passeggiare per la città alla metà dell'Ottocento tra ruderi dei fasti antichi, strade, piazze, chiese, palazzi non più esistenti e trattorie tipiche con la migliore cucina romana. Un viaggio nella Roma del secolo XIX per scoprire i grandi cambiamenti urbanistici e storici che hanno portato la Città Eterna a diventare la metropoli che è oggi. Difetti e virtù della città tra le più belle del mondo. Il libro inaugura la Collana Scientia et Litterae, diretta da Marco C. Mastrolorenzi.

Marco Cappadonia Mastrolorenzi è semiologo del testo e docente di Letteratura italiana. Ha pubblicato saggi di critica letteraria in riviste specializzate, come «Il 996» e «Letteratura e Società». Scrive e collabora per alcune riviste cartacee e telematiche, tra cui «LucidaMente» e «Query». Si occupa di divulgazione scientifica e nel 2016 ha pubblicato insieme a Piero Angela «Giornalismo Pseudoscientifico» per la Collana Scientia et Causa. Il libro "21 febbraio 1849. Un giorno nella Roma dell'Ottocento" inaugura la Collana Scientia et Litterae, diretta dal Prof. Cappadonia Mastrolorenzi.

Cinque domande

01. Professore, Lei ha dedicato e dedica la sua vita alla cultura e alla divulgazione culturale. Il suo percorso di studi è stato lungo e importante. Può vantare diverse pubblicazioni e collaborazioni di livello. Come è nato e si è articolato questo percorso? C'è stato un input fondamentale che ha trasformato la passione per la Storia, quella per la Letteratura in un desiderio di conoscenza tale da dare "inizio al tutto"?
Credo che tutto dipenda da quella curiosità che amo definire La sindrome di Ulisse e che intendo come desiderio di conoscere e di esplorare nuovi territori. E questa spinta all'esplorazione fa parte del nostro corredo genetico, per così dire. Sin da quando veniamo al mondo non facciamo altro che imparare cose nuove ed esplorare l'universo in cui viviamo. Una singolarità iniziale, come dicono gli astrofisici, un vero e proprio big bang che ha dato origine al tutto, non c'è in realtà. La mia passione per la Storia e la Letteratura nasce proprio dal desiderio di conoscere e dal piacere della scoperta che ho sempre avuto. Studiare il passato per tentare di capire meglio il nostro presente.

02. È facile dedurre che Lei potrebbe trattare qualunque periodo storico. Pertanto Le chiedo i motivi per cui ha scelto proprio il 1849, anno della Seconda Repubblica Romana, per ambientare il suo libro...
Il 1849 è anche l'anno della Seconda Repubblica Romana (se si esclude quella dell'antica Roma, in questo caso sarebbero tre); la prima fu instaurata, come è noto, nel biennio 1798-99 in epoca napoleonica. Una Repubblica che ebbe vita breve: dal 9 febbraio al 4 luglio. Allo stesso tempo, però, fu un'esperienza importante nell'ambito dell'unificazione italiana. Qui incontriamo varie figure di spicco del Risorgimento, tra cui Giuseppe Garibaldi, Mazzini, Goffredo Mameli. In questi cinque mesi, la futura capitale d'Italia passò da una condizione di profonda arretratezza culturale, rispetto ad altre zone italiane ed europee, a essere un banco di prova per le idee democratiche portate da Mazzini per giungere, per esempio, al suffragio universale maschile, la libertà di culto, l'abrogazione della pena di morte. E non dimentichiamo che il suffragio femminile non era vietato dalla Costituzione, ma per consuetudine il mondo femminile ne restò fuori. Di lì a un ventennio, poi, Roma inizierà a cambiare completamente fisionomia politica, sociale e urbanistica. Ma di questo ne parlo meglio nel libro dove si spiega perché si è scelto proprio il 21 febbraio 1849.

03. "21 febbraio 1849. Un giorno nella Roma dell'Ottocento", è un esperimento narrativo riuscito, perché l'espediente del "viaggio nel tempo", più corretto dei "cunicoli spazio-temporali", rendono la lettura accattivante e permettono di vivere con particolare vivacità una fase storica non troppo conosciuta. Come nasce l'idea di questo libro? E perché ha voluto articolarlo in modo così originale
L'idea nasce dalla passione per la divulgazione. Parlare o scrivere in modo chiaro e semplice pur trattando argomenti, a volte, complessi. Pensiamo alla divulgazione scientifica e ad argomenti come la nascita dell'universo, la fisica quantistica, la teoria della relatività e l'uso delle nanotecnologie. Tutti argomenti molto complessi che ancora sono in fase di studio da parte degli addetti ai lavori. Ma quello che oggi sappiamo, diventa importante condividerlo con il grande pubblico, il piacere della condivisione del piacere e delle scoperte. Tentare di spiegare cose difficili in modo chiaro, ma senza essere banali, questa è la difficoltà della divulgazione. Da qui nasce il progetto di un libro che possa rivolgersi a tutti, agli addetti ai lavori (che amano rileggere un periodo della storia da un'altra angolazione, per così dire) al pubblico di lettori non specializzati, ai semplici curiosi. L'espediente del viaggio nel tempo, con continue finestre spazio-tempo che si aprono, consentono all'inviato speciale di spiegare meglio i fatti andando a passeggio per la Roma dell'Ottocento e portarsi dietro anche il lettore in una visita guidata di un solo giorno. È, in sostanza, un escamotage per rendere più fruibile e piacevole la lettura, facendosi trasportare nel 1849.

04. Da quanto ha scritto, traspare ovviamente oltre una grande conoscenza dell'Urbe, un profondo amore per Roma. La scoperta e la riscoperta di questa città, delle sue bellezze, dei suoi aspetti controversi, tradizionali, persino antropologici, grazie anche a un bel corredo fotografico, avvicinano Roma al lettore, rendono la Storia fruibile a un pubblico più ampio. È questo uno degli scopi che si era prefissato nel dare un'anima a questa opera?
Roma, non lo scopriamo noi di certo, è patrimonio dell'umanità. È una città stratificata nel tempo che dal mondo degli imperatori ad oggi, attraverso i suoi monumenti, gli edifici, le chiese, la strade, le piazze, le fontane e i suoi angoli più caratteristici, ci racconta la sua storia, come se ogni luogo della città fosse una pagina del grande libro dell'Urbe. Lo scopo è appunto quello di rendere fruibili, a un ampio pubblico di lettori, i grandi cambiamenti storici, culturali e urbanistici che hanno portato Roma a diventare la città attuale che tutti conosciamo. Attraverso i cunicoli temporali il lettore potrà, così, assistere ai mutamenti della città, passeggiando insieme all'inviato speciale che è collegato con uno studio televisivo e in diretta, diciamo così, risponde alle domande di un presentatore televisivo all'interno un programma divulgativo.

05. Con questo libro, Lei inaugura una Collana che in futuro conterrà ulteriori pubblicazioni. Saranno sempre e solo di argomento storico? A cosa sta lavorando adesso? Può donarci qualche "piccola" anticipazione?
Il libro inaugura la nuova Collana di divulgazione Scientia et Litterae, nata da un'idea del sottoscritto e dell'editore C1V, la dott.ssa Cinzia Tocci, con lo scopo di far conoscere ad un vasto pubblico di lettori argomenti di natura scientifica, storica, letteraria e spesso far interagire insieme varie discipline. Non esistono le due culture, come suonava il famoso libro di Charles Snow all'inizio degli anni Sessanta del Novecento. E forse questa affermazione andava bene cinquant'anni fa, ma oggi il sapere scientifico e quello umanistico non solo comunicano e interagiscono insieme per migliorare le conoscenze umane, ma anche per far funzionare meglio alcune tecnologie. Pensiamo, per esempio, alla linguistica computazionale che grazie alla messa a punto di alcuni algoritmi, ci consente di smascherare delle bufale che girano in rete costruite attraverso video di persone note e importanti che, in realtà, non hanno mai detto certe cose o affrontato determinati argomenti. Questi temi saranno, per esempio, al centro di un prossimo lavoro che ospiteremo in questa nuova Collana. Abbiamo in programma diverse opere che cercheranno di affrontare argomenti diversi, ma sempre cercando di stare dalla parte di chi legge. Personalmente sto lavorando ad un nuovo libro dove scienza e letteratura tenteranno di comunicano tra di loro e che dovremmo far uscire per settembre, ma non anticipiamo di più. Per chi volesse seguirci abbiamo anche una pagina facebook con lo stesso nome della collana.

Per approfondire
Immagini e fotografie
- Immagini e fotografie sono pubblicate per gentile concessione del Prof. Marco Cappadonia Mastrolorenzi. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione articolo: 21 Agosto 2020
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