Il Putto - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Il Putto

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Tutti noi conosciamo questi adorabili infanti nudi con le ali. Li ritroviamo in quadri antichi e moderni, affreschi, immagini e poster, raffigurati in statuine da collezione in gesso, ceramica o marmo o come motivo decorativo di chiese, altari, organi, cornici e sculture. Sembrano angioletti e vengono considerati tali, riconducibili dunque a una iconografia unicamente cristiana. Eppure il putto ha origini lontanissime nel tempo. Putto deriva dal latino "putus" (fanciullo) che presenta la stessa radice "pu-" di "puer". In epoca greco-romana i putti rappresentavano il dio dell'amore, Eros. Gli "amorini" erano già molto apprezzati per fini squisitamente decorativi negli affreschi, in sculture, fontane e sarcofaghi. Da notare che i putti "decorativi" trovavano "impiego" in contesti molto diversi tra loro: allegri e dispettosi negli affreschi di vita quotidiana, seri e solenni nell'abbellire le statue, con le guance gonfie per spruzzar l'acqua delle fontane, malinconici nel sorreggere le ghirlande dei sarcofaghi. Non si sa con certezza quando i putti assunsero il significato di angeli in forma infantile. Forse già in epoca paleocristiana. Nel Rinascimento e nel Barocco ne troviamo un largo uso sempre per scopi decorativi, soprattutto nelle chiese. Insomma, il bambino alato ha percorso secoli e secoli della nostra amata Storia con il suo caratteristico faccino, simpatico e un po' imbronciato...
I Putti di Raffaello
Antica illustrazione di putti
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