Servio Tullio Mastarna - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Servio Tullio Mastarna

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L'affresco a lato, (clicca per ingrandire), appartiene alla Tomba Francois di Vulci. Rappresenta la liberazione del condottiero etrusco Celio Vibenna (Caile Vipinas). La pittura nasconde un affascinante mistero. La Tomba Francois risalente al 340-330 a.C. apparteneva alla potente famiglia etrusca dei Saties di Vulci. Fu scoperta nel 1857 e fa parte della Necropoli di Ponte Rotto a Vulci. Per via dello straordinario ciclo pittorico che la caratterizza è considerata tra i più importanti monumenti etruschi al mondo. Temi troiani e temi eroici all'interno di un contesto volutamente anti-romano. Venendo all'affresco di cui potete osservare una ricostruzione in foto: Caile Vipinas a sinistra viene liberato dalle corde da una tale Macstrna. A seguire Larth Ulthes uccide Laris Papathnas Velznach, Pesna Aremsnas Sveamach viene ucciso da Rasce, Plsachs è, invece, ucciso da Aule Vipienas. Infine Marce Camitlnas minaccia Cnaeve Tarchunies Rumach. Tutto ciò si riferisce al "periodo dei condottieri" (VI-V secolo a.C.), una fase storica nella quale diversi "duces" etruschi compivano spedizioni di conquista in Etruria e nel Lazio. A noi interessa quel tal Macstrna che la tradizione identifica in Servio Tullio, sesto re di Roma dal 578 al 539 a.C. Fu l'imperatore Claudio, studioso di cultura etrusca, a svelare l'arcano in un famoso discorso nel quale ribadiva la tendenza romana nell'accogliere gli stranieri tra le propria mura. Mastarna, alias Servio Tullio sarebbe stato un sodale del condottiero Celio Vibenna. Il gruppo suddetto avrebbe preso dimora sul Monte Celio a Roma. Dopo alterne e sanguinose vicende, Mastarna avrebbe assunto il potere sulle comunità circostanti, cambiando il suo nome nel latino "Servio Tullio".
Particolare dell'affresco della Tomba Francois di Vulci con Marce Camitlnas che minaccia Cnaeve Tarchunies Rumach
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