Irene Salvatori - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

Il Sapere Storico
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Irene Salvatori

Interviste > 2019

 

Articolo a cura della redazione di www.ilsaperestorico.it

Irene Salvatori

Artista contemporanea, vive e lavora a Roma. Da sempre inserita nell'ambiente artistico, inizia a dedicarsi ad una sua personale ricerca nel campo dell’arte parallelamente agli studi universitari. Si forma artisticamente negli ambienti culturali romani e parigini. A Parigi frequenta l’Ecole Nationale Supèrieure des Beaux-Arts esponendo inoltre in numerose collettive tra il 1999 ed il 2002 mentre a Roma si forma presso l’Accademia Libera di Nudo San Giacomo. Laureata  in Lettere ad indirizzo archeologico amplia la sua formazione umanistica con una seconda laurea in Filosofia. La passione per l’archeologia la porta a viaggiare in diverse parti del mondo, dall’Europa all’Africa fino all’estremo Oriente per toccare con mano la nostra memoria storica. Dopo aver lavorato come archeologa nonché docente di filosofia ed aver fondato l'associazione "Storicum" per la divulgazione dell’arte e dell’archeologia, Irene Salvatori è oggi un'artista a tempo pieno. In diverse opere della Salvatori appaiono citazioni "archeologiche" e "filosofiche" a rappresentare proprio il continuum esperienziale dell’artista. Da 2005 in poi partecipa con sempre maggiore frequenza ad eventi culturali, esposizioni e mostre collettive e personali in tutta Italia. Nel periodo 2014-2015 ha esposto in una mostra personale presso la Coronari111 Art gallery, e alla Biennale di Palermo curata dal Prof. Vittorio Sgarbi. I suoi lavori sono disponibili in permanenza presso la Flyer Art Gallery in Via Palermo 77 a Roma. Nel 2018 ha pubblicato il libro "Eroi e sangue nella Roma antica. La fine della Repubblica", incentrato sugli ultimi 90 anni della Repubblica romana, il racconto della grandezza di eroi noti o dimenticati che avevano un solo sogno: Roma.

Cinque domande

01. Dott.ssa Salvatori, Lei è un'artista a tempo pieno le cui opere sono presenti in numerose collezioni ed esposte in importanti gallerie. Ciò non le ha impedito di dare continuità al suo percorso di studi e alla sua passione, entrambi incentrati sull'archeologia. E lo ha fatto attraverso l'Associazione Culturale "Storicum".  Di cosa si occupa esattamente "Storicum" e dopo tanti anni di impegno nella divulgazione storica e nella promozione del patrimonio archeologico qual è il suo personale bilancio?

Intanto partiamo dal nome "Storicum". Avrà notato come sia un nonsense. "Storicum" in latino non esiste, non significa nulla. Il nome fu inventato quando ancora ero una studentessa e non era stata ancora sdoganata la divulgazione ad opera di archeologi e storici dell’arte, per cui decidemmo, scherzosamente, di dare un "non" nome che però richiamasse, in qualche modo, l’antico e che presagisse l’approccio informale a un campo molto serioso e, all’epoca, un pochino ingessato. Quello che ho sempre desiderato è comunicare il mio profondo amore per la Bellezza, che trascenda il soggettivo, e la Storia, non come susseguirsi di date ed eventi, ma come insieme di storie di uomini, di coloro che l’hanno determinata e di chi non ne ha compreso i perché. La pittura e la scrittura sono due mezzi di comunicazione che appagano questa mia esigenza di contatto con gli altri. Le immagini e le parole, da sempre, sono il mezzo migliore per raccontare storie ed emozioni. Il bilancio direi che, tra alti e bassi, è positivo. In un mondo che va sempre più veloce trovare qualcuno che racconta e fa vivere con più consapevolezza la città in cui si vive è piacevole. È molto appagante vedere la curiosità e la passione delle persone.

02. Come è maturata la decisione di dedicarsi alla scrittura di un'opera ad argomento storico? Possiamo definire "Eroi e sangue nella Roma Antica. La fine della Repubblica" un saggio nel senso stretto del termine?

Il libro è nato in modo molto naturale. Dopo avermi tanto sentito parlare sono stati in molti a chiedermi di scrivere qualcosa. E così è stato. L’argomento è venuto fuori praticamente da solo. Gli Eroi di cui parlo sono molto spesso al centro delle mie narrazioni. Saggio? No, non direi. Ovviamente c’è la ricerca di una vita dietro, ma il linguaggio è fuori da ogni tipo di accademismo, è quello della comunicazione diretta con il lettore al quale, nel libro, mi rivolgo direttamene. Preferisco pensare a una conversazione immaginaria tra l’autore e il lettore.

03. Ho apprezzato molto il fatto che Lei abbia scritto del periodo repubblicano romano, una fase storica che troppo spesso "cede il passo" al periodo imperiale che di fatto, anche all'estero, riempie l'immaginario comune riguardo Roma e la sua epopea. Perché questa scelta, per alcuni versi persino poco commerciale, e soprattutto perché abbinarla a uno stile narrativo così particolare, certamente brioso e leggero pur essendo supportato dalla sua grande competenza nella materia trattata?

Lei tocca un argomento spesso dibattuto. Nella cinematografia, nella narrativa e nell’opinione comune Roma coincide con l’Impero. Il che è in parte vero, ma non storicamente esatto. Roma nasce e diventa grande nel periodo repubblicano; le grandi passioni, il senso forte di appartenenza del civis alla sua comunità, i grandi atti di eroismo, le grandi conquiste e la stessa struttura sociale nascono nei primi secoli della storia romana. Roma contro tutti, Roma che trionfa, Roma che è il sogno che si avvera. Questa città, che nasce da un villaggio di pochi uomini e che diventerà uno degli imperi più vasti e duraturi della storia, affonda le sue radici e vede il suo massimo splendore nella Repubblica. Penso ai grandi uomini, Bruto, gli Scipioni, i Gracchi, il poco conosciuto Sertorio… Giulio Cesare. Con l’impero, con poche eccezionali figure, ormai tutto è compiuto, è l’inizio della fine. Un’altra morale, un altro modo di esserci nel mondo, sembra tutto più scontato. È la storia dei giochi di potere di palazzo, interessante, ma che con la grandezza di Roma ha poco a vedere. Questo libro è pensato per chi ama la Storia e vuole fare un "ripasso" piacevole e per i ragazzi. Ho scelto quindi un linguaggio discorsivo e ironico. Si può sorridere anche con la Storia! Insomma, un libro che si possa agevolmente leggere la sera prima di andare a dormire. Narra la leggenda che si possa fare…

04. La sua opera è incentrata sugli uomini. I ritratti che ne escono sono sorprendenti e avvicinano il lettore a una conoscenza che va ben oltre il fatto storico. Gli Scipioni, Catone, i Gracchi, Catilina, Sertorio, Cesare e tanti altri hanno segnato a modo loro interi capitoli della Storia repubblicana romana. Ecco... tra tutti, c'è un personaggio che l'ha particolarmente affascinata?

Una bella domanda che mi mette un po’ in crisi. Voglio più bene a mamma o papà? Scherzi a parte, ogni personaggio di cui ho raccontato ha una caratteristica peculiare che lo rende unico. Ho scelto di seguire questa linea narrativa della Storia attraverso i personaggi, perché ritengo sia più interessante, e crei un rapporto più personale con il lettore. La Storia non si fa da sola. Sono gli uomini che ne determinano gli eventi e le evoluzioni. Ma tra tutti, forse, il mio interesse (da leggere amore sviscerato) va per gli Scipioni, in particolare per l’Africano. A Roma è visitabile il sepolcro di questa nobile e antica famiglia. L’Africano non è sepolto qui (era già andato in esilio a Liternum) e nemmeno il fratello, l’Asiatico, ma entrare in questo luogo è emozionante. Ecco, è il momento in cui capisci che non sono favole o storie leggendarie. È accaduto davvero, sono esistiti e si sono mossi dove noi ora ci muoviamo. Questa famiglia così grande, all’avanguardia, intellettualmente aperta al nuovo mi affascina. Publio Cornelio Scipione l’Africano è un personaggio a tutto tondo. Brillante, coraggioso, di grande spessore umano, drammatico nella sua integerrima purezza.

05. Il suo libro promuove un contatto "particolare" con la Storia proprio per la sua capacità di "avvicinare" eroi e non eroi al lettore, favorendo la comprensione di tante dinamiche, sociali, politiche, militari ma anche emozionali ed esistenziali. Era quanto si era prefissata? E per concludere, quali sono i suoi progetti "narrativi" futuri?

Si può fare sempre meglio, ma direi che sono soddisfatta. Credo che alla fine del libro il lettore abbia un’idea di ciò che è stata non tanto Roma in sé, quanto cosa abbia significato per gli uomini che l’hanno vissuta da protagonisti. Un mondo di forti contraddizioni, di violenza ma anche di grandi potenzialità. Per il prossimo futuro è già pronto un libro che parlerà ancora di Roma, ma in un periodo molto più vicino a noi. Il mio nuovo lavoro "Il vento e le ombre" narra della Roma occupata dai nazisti, della "città aperta" dei nostri padri e nonni, dall’8 settembre alla strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. È nato tutto quando, per caso, ho scoperto di avere un parente alle Fosse. Per me è stato uno shock. Non ne sapevo nulla e ho cominciato a cercare chi fosse Francesco Pepicelli. Era un maresciallo dei Carabinieri entrato nella Resistenza romana. Il libro ha un doppio filone narrativo: la grande storia di Roma e la piccola storia di Francesco, padre e marito. Il tutto ricostruito tramite il carteggio tra lui e la moglie che gentilmente mi è stato dato dalla figlia (donna incredibile). È stato un lavoro di ricerca e di scoperte e ne sono soddisfatta. Tra la divulgazione storica e il romanzo. Per il prossimo però tornerò nell’antica Roma. In fondo è là che si trovano il mio cuore e la mia casa.

Per approfondire
- www.irenesalvatori.com: sito ufficiale dell'autrice.
- www.storicum.org: sito dell'Associazione Culturale "Storicum".
Immagini e fotografie
- Immagini e fotografie sono pubblicate per gentile concessione di Irene Salvatori. Tutti i diritti riservati.

Data di pubblicazione articolo: 10 Dicembre 2019
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