Satiri e Sileni - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Satiri e Sileni

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I Satiri o Fauni sono creature dei boschi, divinità minori nelle antiche religioni greca e romana. Accompagnano le menadi durante le cerimonie dionisiache e personificano la fertilità spontanea della natura selvaggia. Dotati di orecchie a punta, zoccoli caprini, coda e piccole corna, occupano il tempo nel suonare il flauto o nell'inseguire le ninfe per placare i loro appetiti sessuali. Il "capo" dei Satiri è Sileno, figlio di Pan e di una ninfa. Anziano, panciuto, villoso e calvo, è spesso rappresentato con attribuiti animaleschi. Dotato di grande saggezza e con il dono della divinazione, fu catturato dal Re Mida, proprio per carpire il segreto di questo potere. Nel corso dei secoli, nell'immaginario collettivo, si è generata una certa confusione tra Satiri e Sileni. Alcuni testi li considerano come divinità minori simili ma distinte. I Satiri, di natura caprina, sono abbinati a boschi e monti. I Sileni, di natura equina, sono visti come geni dell'acqua corrente e delle fonti. Altri ci spiegano che i sileni dovrebbero essere i satiri anziani chiamati anche papposileni. Una terza ipotesi considera Satiri e Sileni come due distinti gruppi di demoni teriomorfi originari della Tracia i primi, della Frigia i secondi, assimilati poi nel mondo greco. In ogni caso, lo stretto connubio con il culto dionisiaco rende il satiro la massima espressione della forza vitale della natura e di tutti quegli aspetti esistenziali più materiali e carnali... A lato in alto il dipinto "Il Satiro e la fanciulla" di Rubens, in basso "Baccante e Satiro" di Bénigne Gagneraux.
Dipinto di Rubens, "Il Satiro e la fanciulla"
"Baccante e satiro" di Bénigne Gagneraux, XVIII secolo
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