Lucusta, la celebre avvelenatrice dell’antica Roma
Nella Roma imperiale del I secolo d.C. il potere si giocava spesso nell’ombra. Tra intrighi di corte, rivalità dinastiche e ambizioni politiche emerge la figura di Lucusta, la misteriosa donna dei veleni legata agli eventi più oscuri del regno di Nerone.
Articolo a cura di Andrea Contorni

Lucusta e gli intrighi di corte nella Roma imperiale
Chi era veramente Lucusta? Un'avvelenatrice prezzolata o la prima serial killer della storia?
Tra le figure più oscure, suggestive e inquietanti della storia romana emege quella di una donna di nome Lucusta (o Locusta) entrata nella leggenda come la più famosa avvelenatrice dell'antichità. Vorrei smontare subito la tendenza a definire Lucusta come la prima serial killer della storia. Comprendo che scrivere articoli o saggi storici inserendo Lucusta in questa categoria criminologica moderna faccia più scena o restituisca al lettore un'informazione più immediata. Ma definire Lucusta una "serial killer" è storicamente scorretto. Gli assassini seriali uccidono ripetutamente per impulso personale o psicologico. Lucusta fu invece una persona esperta nella preparazione di veleni su commissione di personaggi potenti che se ne servivano per i loro intrighi. Inoltre le nostri fonti, Giovenale, Tacito, Svetonio e Cassio Dione, sono tutte successive al tempo di Lucusta. Questi autori hanno narrato i fatti spesso con un forte intento morale o politico. Non dobbiamo stupirci se alcuni dettagli sulla figura della donna dei veleni potrebbero essere stati amplificati o deformati dalla tradizione storiografica, rendendola quasi una figura a metà tra realtà storica e leggenda.
Lucusta fu attiva durante il principato di Nerone e accusata di aver preparato i veleni utilizzati in alcuni dei più celebri intrighi della corte imperiale dell'epoca. La sua vicenda si colloca in un dei periodi più turbolenti della storia di Roma, quando le lotte per il potere all'interno della famiglia imperiale potevano trasformarsi rapidamente in congiure mortali. Le informazioni sulla vita di Lucusta prima del suo coinvolgimento nelle faccende di corte sono scarsissime. Sarebbe stata originaria della Gallia giungendo nell'Urbe da adolescente intorno al 40 a.C. forse da schiava o al seguito di qualcuno. In un certo momento la ritroviamo libera da vincoli e proprietaria di una bottega sul Palatino dove vendeva medicamenti, elisir e pozioni. Era comunque conosciuta come un'esperta nella preparazione dei veleni, una conoscenza che le derivava dallo studio delle proprietà di piante e sostanze naturali in un contesto sociale nel quale la linea tra medicina, erboristeria e tossicologia poteva essere molto sottile. Proprio questa fama, passata di bocca in bocca, le avrebbe attirato l'attenzione degli ambienti più pericolosi della politica romana.

Il clima politico nella Roma di Nerone al tempo di Lucusta
Agrippina Minore, la morte di Claudio e l'ascesa di Nerone, un imperatore controverso
Nerone, al secolo Lucio Domizio Enobarbo, è stato il quinto e ultimo imperatore appartenente alla dinastia giulio-claudia. Regnò per quattordici anni, dal 54 d.C. al 68 d.C., dando vita a una principato dalle due facce. Il primo periodo fu "illuminato" sotto la guida e la supervisione del filosofo stoico Seneca, del severo prefetto del pretorio Afranio Burro e dell'imperatrice madre Agrippina. Eliminate queste tre figure, Nerone cedette alla sua natura debosciata, lasciando il governo nelle mani del sanguinario prefetto Tigellino. Le fonti descrivono questa fase storica segnata da una grande instabilità politica e da numerosi episodi di violenza all'interno di una famiglia imperiale dominata da intrighi, rivalità e sospetti. Dobbiamo però tenere a mente che il dominio di Nerone era iniziato con due cruenti omicidi nei quali era coinvolta Lucusta l'avvelenatrice.
Agrippina Minore, figlia del prode Germanico, sorella di Caligola e madre di Nerone, riuscì a sposare l'imperatore Claudio, vedovo di quella "scellerata" Messalina che lui stesso aveva messo a morte dopo la congiura del console Gaio Silio. Claudio aveva già un figlio, Britannico, ma ciò non gli impedì di adottare come erede anche Lucio Enobarbo (che divenne Nerone), figlio della nuova consorte. Con questa mossa Agrippina assicurò il trono a Nerone, Claudio decretò la sua condanna a morte. Nel 54 d.C. il vecchio imperatore morì in circostanze misteriose. Secondo diversi autori antichi, sarebbe stato avvelenato mangiando un piatto di funghi. Agrippina avrebbe commissionato proprio a Lucusta la preparazione dell'intruglio mortifero. Sarà vero? Le fonti non sono unanimi e la vicenda rimane ancora oggi oggetti di discussione tra gli studiosi. Nel 55 d.C. Lucusta sarebbe stata arrestata e condannata a morte forse proprio per il suo coinvolgimento nella morte di Claudio. Probabilmente fu solo cacciata da Roma in seguito a un editto che bandiva streghe, maghi e astrologi. In ogni caso intervenne la lunga mano di Nerone che la salvò da morte certa o dall'esilio.
Dopo Claudio, Lucusta ancora in azione con l'avvelenamento di Britannico
Tiberio Claudio Cesare Britannico, figlio dell'imperatore Claudio e di Messalina, nacque affetto da crisi epilettiche e da uno stato di salute non proprio ottimale. Quando Claudio morì, il suo testamento scomparve o fu falsificato. Agrippina mischiò talmente bene le carte in tavola che il figlio Nerone divenne imperatore il giorno dopo per buona pace di Britannico. Questi non si era rassegnato alla perdita della porpora imperiale. A corte era una presenza ambigua e silenziosa che Nerone temeva. Nel 55 d.C. si racconta che la stessa Agrippina, non più in accordo con il figlio, guardasse con favore a Britannico per una nuova successione imperiale. Nerone salvò Lucusta e a Lucusta chiese in cambio di salvarlo da Britannico. Ci sarebbe stato un primo tentativo di avvelenamento fallito che suscitò le ire di Nerone. Poi durante un banchetto, Britannico bevve del vino, ebbe una crisi e morì all'istante. Aveva appena 14 anni. L'episodio fu ufficialmente attribuito a una crisi epilettica ma molti contemporanei non credettero a questa versione. Svetonio racconta che il veleno fu messo in un calice di acque ghiacciata per annacquare il vino di Britannico, servito troppo caldo.

Intrighi e congiure nella Roma di Nerone
La figura di Lucusta si inserisce in un periodo storico dominato da trame di potere, rivalità e complotti. Durante il regno di Nerone, la corte imperiale fu attraversata da numerosi tentativi di congiura, tra cui la celebre trama organizzata da Gaio Calpurnio Pisone nel 65 d.C.
👉 Leggi l’articolo sulla Congiura di Pisone
La figura di Lucusta si inserisce in un periodo storico dominato da trame di potere, rivalità e complotti. Durante il regno di Nerone, la corte imperiale fu attraversata da numerosi tentativi di congiura, tra cui la celebre trama organizzata da Gaio Calpurnio Pisone nel 65 d.C.
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La caduta di Nerone e la fine di Lucusta
La protezione imperiale, la Congiura di Pisone e la terribile morte di Lucusta, l'avvelenatrice di Roma
L'eliminazione di Britannico segnò l'apoteosi di Lucusta. Divenne una figura importante e temuta a Roma. Protetta dall'imperatore e ricompensata con terre e possedimenti, Lucusta riuscì ad aprire anche una sorta di scuola per insegnare le proprietà delle piante e l'arte dei veleni. Visse nell'agio per una decina d'anni. Nel 65 d.C. potrebbe essere stata coivolta, non sappiamo in quale ruolo specifico, nella disgraziata Congiura di Pisone, un maldestro tentativo di eliminare Nerone che terminò nel sangue di una quarantina di congiurati tra politici, militari e liberti.
Dopo Nerone: l'ascesa di Galba
La morte di Nerone nel 68 d.C. segnò la fine della dinastia giulio-claudia e aprì una fase di grande instabilità politica nell’Impero romano. Tra i protagonisti di questo momento di transizione emerse Servio Sulpicio Galba, proclamato imperatore dalle legioni di Hispania e primo sovrano del turbolento anno dei quattro imperatori.
👉 Leggi l’articolo su Servio Sulpicio Galba
La morte di Nerone nel 68 d.C. segnò la fine della dinastia giulio-claudia e aprì una fase di grande instabilità politica nell’Impero romano. Tra i protagonisti di questo momento di transizione emerse Servio Sulpicio Galba, proclamato imperatore dalle legioni di Hispania e primo sovrano del turbolento anno dei quattro imperatori.
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Tre anni dopo, nel 68 d.C., il regno di Nerone crollò. Abbandonato dal Senato e dalle legioni, l'imperatore vide venir meno anche la fedeltà della guardia pretoriana. Pensò di consegnarsi supplice al generale Galba. Poi cambiò idea e si rifugiò nella villa suburbana del liberto Faonte. Il 9 giugno, a soli 31 anni, si suicidò pugnalandosi alla gola. Con la fine della dinastia giulio-claudia cambiò rapidamente anche la sorte dei suoi sostenitori. Il destino di Lucusta, tralasciando il ruolo ambiguo avuto nella Congiura di Pisone, era rimasto legato a quello dell'imperatore che l'aveva sempre protetta. L'anziano Galba, reso imperatore dal Senato, inaugurò un regime di grande austerità cercando di prendere le distanze dagli eccessi della corte precedente. Sette mesi dopo il triste epilogo di Nerone, Lucusta fu arrestata. Trascinata in catene per le vie di Roma, fu giustiziata in modo spettacolare durante le Agonalia dedicate a Giano. La sua morte doveva servire di esempio.
La figura di Lucusta rimane ancora oggi avvolta da un alone di mistero. Le fonti che ne parlano furono scritte decenni dopo gli eventi e non è sempre possibile stabilire con certezza quanto dei racconti tramandati sia storico e quanto appartenga alla propaganda contro Nerone. Tuttavia, il nome di Lucusta è diventato nel tempo simbolo dell'avvelenatrice per eccellenza, una donna capace di muoversi nell'ombra dei palazzi imperialie di influenzare, secondo la tradizione, alcuni dei momenti più drammatici della millenaria storia di Roma.
Bibliografia e immagini
- "Storia romana", Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone. Le Monnier Università.
- "Fonti per la Storia romana", Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone. Le Monnier Università.
- "Gli imperatori romani. Storia e segreti", Michael Grant. Newton Compton Editore.
- "I personaggi più malvagi dell'antica Roma", Sara Prossimariti. Newton Compton Editore.
- "Lucusta: avvelenatrice degli imperatori romani", articolo dal sito Vanilla Magazine.
- "Lucusta, l'avvelenatrice seriale dell'antica Roma", articolo dal blog Le Vie del Mistero.
- "Lucusta, l'avvelenatrice dell'Antica Roma", articolo dal sito Viaggiatori Ignoranti.
- "Lucusta, donna e veleno, avvelenatrice di imperatori romani", da Storia Misteriosa.
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- Data di pubblicazione dell'articolo: 15 marzo 2026

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