Pitture delle Grotte di Lascaux: scoperta, storia e significato dell’arte preistorica - Il Sapere Storico. De Historia commentarii

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Pitture delle Grotte di Lascaux: storia della scoperta e significato dell'arte preistorica...

Le pitture delle Grotte di Lascaux rappresentano uno dei più straordinari esempi di arte preistorica. Scoperte causalmente nel 1940, rivelano la sorprendente capacità artistica e simbolica degli uomini "Homo sapiens". Un viaggio incredibile tra archeologia e storia alla scoperta della celebre "Cappella Sistina" della preistoria...
Articolo a cura di Andrea Contorni
Il Sapere Storico - Le pitture rupestri delle Grotte di Lascaux
Le Grotte di Lascaux, la Cappella Sistina della preistoria
In Francia nel pieno della Seconda Guerra Mondiale

Il 22 giugno 1940 la Francia avviò le trattative per l'armistizio con la Germania nazista. Hitler decise di non umiliare eccessivamente il paese sconfitto nel tentativo di assicurarsi una sorta di neutralità francese, soprattutto nelle colonie. A tal fine optò per suddividere il territorio conquistato in due parti principali. Le regioni nord-occidentali furono occupate militarmente con alcune province direttamente annesse al Reich. La zona meridionale divenne la Francia collaborazionista di Vichy, neutrale in guerra ma politicamente dipendente dai tedeschi. La Dordogna, nel sud-ovest della Francia, dove si trova Lascaux con il villaggio di Montignac, faceva parte della cosiddetta "zona libera". La valle della Vézère è una delle zone più ricche di testimonianze preistoriche di tutta Europa con oltre cento siti archeologici individuati tra grotte e ripari rocciosi. Nel Paleolitico la regione evidentemente godeva di una capillare presenza dell'uomo.

La scoperta delle Grotte di Lascaux nel 1940
La scoperta delle Grotte di Lascaux fu casuale ed è datata 12 settembre del 1940

In quegli anni girava la leggenda di un misterioso passaggio segreto sotterraneo che dalla collina di Montignac conduceva all'interno del maniero di Lascaux. Dicerie che avevano alimentato la curiosità di molti in un periodo di grande angoscia a causa della guerra. Forse il fantomatico cunicolo avrebbe portato a scoprire un immenso tesoro! Questa speranza portò il giovane Marcel Ravidat ad avventurarsi un pomeriggio sulla collina suddetta. Lo accompagnava il suo cagnolino di nome Robot. Forse inseguendola, il cane si infilò nella tana di una volpe. Il terreno cedette e una piccola frana rivelò l'ingresso di una grotta. L'interno era buio. Il sole cominciava a scendere all'orizzonte e Marcel, recuperato il fedele compagno, decise di rientrare a casa. Ritornò sul luogo quattro giorni dopo, il 12 settembre del 1940, insieme a tre amici: Jacques Marsal, Georges Agnel e Simon Coencas. Illuminaro l'anfratto con una lampada ad olio e si calarono coraggiosamente al suo interno, una cavità di una trentina di metri. Lo spettacolo davanti al quale si trovarono fu da togliere il fiato: giganteschi animali di ogni tipo decoravano le pareti rocciose. Erano centinaia di migliaia e non si limitavano alla sola prima grotta. Da questa infatti si snodava una sorta di labirinto con diverse stanze, tutte adornate con meravigliose pitture rupestri. C'era anche un pozzo profondo circa 8 metri. I ragazzi scesero con una corda e scoprirono che tra i tanti animali dipinti figurava anche un uomo con le braccia aperte.

La prima esplorazione scientifica delle Grotte di Lascaux: Henri Breuil

Dato il clima teso nel villaggio, non era intenzione dei ragazzi rivelare la scoperta. Ma qualcuno ne parlò in famiglia. Le voci corsero e si rincorsero e alla fine giunse in paese il celebre Henri Breuil, un prete cattolico della Compagnia di Gesù, archeologo, antropologo e geologo francese. Definito il "Papa della preistoria", l'uomo aveva dedicato tutta la sua esistenza allo studio delle pitture rupestri. Docente universitario, Henri viaggiò in tutto il mondo compiendo ricerche in Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda, in Africa tra Etiopia e Somalia e fino in Cina. In patria documentò l'arte rupestre delle valli della Somme e appunto in Dordogna. Egli non fece altro che riconoscere il valore eccezionale del sito delle Grotte di Lascaux.
Il Sapere Storico - Uno degli animali dipinti delle Grotte di Lascaux in Francia
L'età delle pitture di Lascaux: il Paleolitico superiore
Le pitture delle Grotte di Lascaux risalgono al Paleolitico superiore, più precisamente alla cultura magdaleniana

Gli studi archeologici collocano la datazione delle pitture rupestri di Lascaux tra 18.000 e 15.000 anni fa, in un periodo in cui l'Europa era ancora influenzata dalle ultime fasi dell'era glaciale (glaciazione Würm). Durante questa fase storica la regione era popolata da numerosi animali di grandi dimensioni, molti dei quali compaiono nelle pitture delle grotte. Cavalli, cervi, stambecchi, bisonti e uri (gli antichi bovini selvatici oggi istinti) trionfano sulle pareti, realizzati con una sorprendente abilità tecnica che dimostra anche una profonda conoscenza dei materiali naturali. Tutti i soggetti sono colorati con pigmenti ricavati da sostanze facilmente reperibili nell'ambiente: l'ocra rossa e gialla dagli ossidi di ferro, il nero di manganese e il carbone vegetale. La pittura primitiva derivava dal polverizzare e mescolare con acqua o grasso animale questi pigmenti. Rudimentali pennelli realizzati con peli animali, tamponi di muschio o pigmenti spruzzati attraverso ossa cave (quasi un primitivo aerografo) erano gli strumenti usati con maestria dagli artisti preistorici di Lascaux. Un elemento sorprendente è l'utilizzo delle irregolarità della roccia per dare forma e volume agli animali al fine di creare effetti tridimensionali. Bisogna considerare che gli uomini che lavorarono a queste pitture erano Cro-Magnon, antica forma di Homo Sapiens diffusa nel Paleolitico superiore. Uomini primitivi ma già dotati di gusto estetico tanto da servirsi nell'abbigliamento di rudimentali accessori costruiti con penne e piume oltre a decorarsi la pelle con pigmenti estratti da particolari molluschi marini.

Significati, misteri e particolarità delle pitture rupestri delle Grotte di Lascaux

In questo spettacolare tripudio di arte preistorica, si distingue la cosiddetta Sala dei Tori, una sorta di galleria lunga circa venti metri. Qui compaiono raffigurazioni enormi di cavalli e di uri (il grande bovino "Bos primigenius" da cui è stato selezionato il bovino domestico), lunghe oltre cinque metri. Alcune figure sono sovrapposte, altre in movimento, su tutte un sofisticato uso dei colori, a testimonianza di quanto l'arte paleolitica possedesse già un forte senso estetico e narrativo. Nel Pozzo di cui cui ho accennato prima, troviamo invece la scena più emblematica dell'intero corredo grafico delle Grotte di Lascaux: c'è un uomo con la testa di uccello e il pene in erezione che va all'indietro allargando le braccia. Davanti a lui un bisonte ferito da una lancia con le interiora quasi in terra. Interessante è anche il bastone, forse sciamanico, sormontato dalla figura di un volatile. L'uomo cade in terra morto o è in estasi di fronte a una visione? Gli studiosi propendono per un possibile rituale sciamanico legato alla caccia o a un racconto mitico. Di fatto questa è una scena unica nell'arte rupestre europea dove sono rarissime le rappresentazioni umane. Le Grotte di Lascaux contano circa 6000 figure dipinte e non erano caverne abitate. Sono pochissimi i resti di fuochi e se ne deduce che appartengano a quelli accesi per permettere il lavoro dei pittori. Ancora meno sono le ossa di animali che potrebbero essere stati mangiati nel luogo. Le Grotte erano un luogo di culto o di aggregazione sociale? Le pitture avevano una funzione rituale legata alla caccia, forse per propiziare il successo delle battute? Oppure rappresentano visioni spirituali di sciamani durante stati di trance? O più semplicemente, raccontano miti e tradizioni delle comunità paleolitiche? Non lo sapremo probabilmente mai con assoluta certezza.
Il Sapere Storico - La presunta scena sciamanica delle Grotte di Lascaux
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Le Grotte di Lascaux oggi: patrimonio dell'umanità
Nel 1979 le Grotte di Lascaux e gli altri siti preistorici della Valle della Vézère sono stati riconosciuti Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Tra il 1948 e il 1963 le Grotte di Lascaux furono visitate da oltre un milione di persone. L'illuminazione artificiale, l'anidride carbonica prodotta dal respiro umano e l'aumento della temperatura, finirono per degradare le pitture e provocare una crescita incontrollata di muffe e batteri. Le Grotte furono chiuse al pubblico nel 1963 su iniziativa del ministro della cultura francese André Malraux. Per permettere comunque al pubblico di ammirare le pitture, furono realizzate delle copie fedeli. Nel 1983 arrivò Lascaux II, in una caverna situata a circa 200 metri dall'originale, con la replica delle sale principali. Lascaux III, datata 2012, è una versione itinerante che ha girato tutto il mondo. Nel 2016 fu la volta di Lascaux IV, una ricostruzione completa delle grotte con tecnologie moderne. Ancora oggi Lascaux rappresenta una delle più importanti testimonianze della nascita dell’arte e del pensiero simbolico umano. Di fronte a queste immagini dipinte migliaia di anni fa nel buio di una grotta emerge una consapevolezza profonda: l’arte accompagna l’umanità fin dalle sue origini e rappresenta uno dei primi linguaggi con cui l’uomo ha cercato di raccontare il mondo e sé stesso.

Cronologia delle Grotte di Lascaux: dalla Preistoria alla scoperta moderna

  • Circa 17.000 anni fa: gruppi di cacciatori-raccoglitori frequentano le grotte e realizzano le pitture. Siamo nel Paleolitico superiore, nel periodo della cultura magdaleniana.
  • Fine dell'ultima glaciazione: le grotte vengono sigillate naturalmente. Rimangono così nascoste e protette per millenni.
  • 12 settembre 1940: quattro ragazzi di Montignac scoprono casualmente le grotte.
  • 1940-41: prime ricerche archeologiche a cura del celebre studioso di arte rupestre Henri Breuil.
  • 1948: apertura delle Grotte di Lascaux al pubblico. Ogni anno arrivano centinaia di migliaia di turisti.
  • 1963: chiusura della grotta originale a causa dell'aumento dell'anidride carbonica, umidità eccessiva e comparsa di muffe e funghi.
  • 1979: le Grotte di Lascaux e l'intera valle della Vézère, con i suoi numerosi siti preistorici, viene inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.
  • 1983: apertura di Lascaux II, una replica fedele delle principali sale delle grotte tra cui la Sala dei Tori e il Diverticolo Assiale.
  • 2012 : viene realizzata Lascaux III come versione itinerante del sito archeologico. La mostra è stata aggiornata nel 2025.
  • 2016: nasce Lascaux IV, una riproduzione completa delle grotte accompagnata da tecnologie immersive e strumenti didattici.
  • Oggi le Grotte di Lascaux sono un simbolo universale dell'arte preistorica.

Bibliografia e immagini
  • "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità", F. Bongiorni e M. Polidoro. Bompiani (2020).
  • "Arte nel tempo", Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari Necchi. Sansoni Editore.
  • "Testo Atlante di Storia Antica", S. Crinò, Soc. Editrice Dante Alighieri.
  • Immagini e fotografie di pubblico dominio, ove non diversamente specificato. Fonte Wikipedia.
  • Data di pubblicazione dell'articolo: 08 marzo 2026
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